Multi data link processor: il primato italiano nell’interoperabilita’

17 dicembre 2019

Interoperabilità nella condivisione di informazioni tattiche in scenari aerei, navali e terrestri. Il tutto in tempo reale. Parliamo dello strumento di comunicazione per eccellenza nel settore difesa, il Data Link. Che nella sua piena maturità, in costante innovazione verso un rapporto di piena collaborazione con i partner e le loro esigenze, vede Leonardo protagonista e capace di offrire al mercato della difesa il prodotto più avanzato, hardware e software, partendo da una conoscenza sedimentata del dominio applicativo. 

E’ M-DLP, Multi Data Link Processor: in quattro semplici parole la più ampia risposta in campo tattico di condivisione e interpretazione tra diversi collegamenti, integrando linguaggi diversi in una lingua comune, attraverso una capacità di implementazione che garantisce il massimo livello di interoperabilità tra navi militari, aeromobili, mezzi terrestri e posti di comando. 

Come? Fornendo funzionalità complete di inoltro dei dati, con strumenti in grado di creare un'immagine tattica condivisa in tempo reale.

M-DLP è certamente il prodotto più all’avanguardia, dove i linguaggi e “dialetti” dell’universo Data Link (Link 11 a / b, Link 16, Link 22, J-REAP e VMF), hanno trovato la loro piena capacità di dialogo e interazione. Questo grazie alla presenza dell’Italia nel Data Link Working Group, che sviluppa in ambito Nato la standardizzazione dei Data Link tattici. Al top, va detto, c’è la Finlandia. Con prodotto italiano ovviamente, made in Leonardo, da anni frontline nel panorama Data Link specialmente sullo sviluppo del Link 22 con il programma Nile (NATO Improved Link Eleven).  Basti segnalare che al momento sono operativi circa 200 sistemi M-DLP nel mondo, operati dalle diverse forze armate. 

Ma l’interoperabilità delle comunicazioni tattiche messa a sistema da M-DLP guarda da tempo anche oltre l’area Nato. Con un messaggio preciso: creare un profondo rapporto di collaborazione e partnership anche in chiave di piena disponibilità al trasferimento di know-how tecnologico in altri paesi e mercati. Uno dei paesi più coinvolti nella definizione dei criteri di Data Link dei prossimi decenni c’è certamente l’Australia, dove Leonardo, forte della sua posizione di leadership sul Link 22, ha avviato a Melbourne un sistema integrato in fase test, in stretta collaborazione tra difesa australiana e industria e con la massima attenzione al customer service & Support.

Oggi l’Australia ha avviato una grande campagna per l’acquisizione della copertura Data Link, e parliamo di un’area che se sovrapposta allo scacchiere euroasiatico di fatto ne supera i confini come dimensioni. E nel mirino australiano c’è proprio quel know how sul Link 22 che è patrimonio e cuore di M-DLP, al quale vanno aggiunti i componenti del modem realizzati dalla società controllata DRS.  

La gara australiana dunque vede il Data Link targato Leonardo in pole position e, come detto, peraltro già presente in fase test. Attraverso una serie di siti operativi in tutta l'Australia, tra cui Melbourne, Perth e Nowra, Leonardo si impegna a trasferire le proprie tecnologie globali e il proprio know-how ai fornitori nazionali attraverso un programma completo di conoscenza e trasferimento. Leonardo ha creato a tal fine hub ingegneristici innovativi, strutture per la manutenzione di elicotteri e sviluppi specialistici avionici e capacità di supporto insieme a un unico impianto di integrazione e test nelle aree Est e Ovest del Paese, in collaborazione con il Commonwealth of Australia.

Al di fuori della NATO, Leonardo sta portando avanti lo sviluppo del LinkLEO, prodotto totalmente proprietario pensato per offrire ai clienti una capacità di collegamento molto flessibile in molteplici scenari ambientali, migliorando la capacità di gestione del combattimento. Aspetto importante, l’unicità dell’interfaccia uomo-macchina che permette l’uso di LinkLEO come prodotto a sé stante. 

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