FALCO, una famiglia di successo

23 aprile 2021


Il settore UAS (Unmanned Aerial Systems) da sorveglianza rappresenta uno dei core business di Leonardo che, ad oggi, è l’unica azienda in Europa in grado di offrire un pacchetto completo comprensivo di velivolo, sensori, sistema di missione e stazione di controllo.

Leonardo è stato il primo operatore al mondo a fornire i propri UAS a supporto di un’organizzazione internazionale civile ed è, inoltre, l’unico costruttore europeo di sistemi a pilotaggio remoto di classe MALE (Medium Altitude Long Endurance).

Questi traguardi sono solo i più recenti passaggi di una storia di successi nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto, in cui Leonardo vanta una capacità di progettazione e produzione autonoma fin dagli anni 70, quando venne lanciata la famiglia di droni bersaglio MIRACH. Da quei primi sistemi sono derivati, successivamente, i primi velivoli a controllo remoto pensati per la ricognizione, e dal 2003, con il FALCO, si è passati alla realizzazione di UAS specificamente progettati per attività di sorveglianza.

Il capostipite della famiglia, il FALCO, è un UAS tattico in grado di volare ad altitudini superiori ai 6.000 metri ed è dotato di un’autonomia di circa 13 ore. Impiegato sia nel campo della sicurezza che delle operazioni delle Forze Armate, il FALCO è progettato per raccogliere informazioni e individuare obiettivi in tempo reale garantendo la consapevolezza dello scenario grazie ad una capacità di carico di oltre 100 kg, utilizzabile per imbarcare sensori ottici e radar. Oggi il FALCO vola regolarmente in operazioni reali al servizio di diversi clienti internazionali che impiegano un totale di oltre 60 esemplari, anche in condizioni climatiche estreme. L’evoluzione è poi proseguita con la versione tattica “pesante” FALCO EVO, sviluppata a partire dal 2012 inizialmente come kit di upgrade per i FALCO che mantiene il motore e l’avionica di quest’ultimo, ma sostituisce le ali portando l’apertura alare da 7,2 a 12,5 m e aumentando l’efficienza aerodinamica e la quantità di carburante imbarcabile.

In seguito si è anche provveduto a sostituire il motore con un nuovo turbodiesel a bassi consumi che garantisce maggiori prestazioni indipendentemente dalle condizioni ambientali, come altitudine della base di partenza, tasso di umidità e temperature elevate.

Il FALCO EVO, che ha effettuato il primo volo nel 2018, è in grado di volare a una quota superiore ai 6.000 m per oltre 20 ore consecutive (circa 18 a pieno carico). La capacità payload può superare i 150 kg, permettendo di scegliere fra varie combinazioni di sensori ad alte prestazioni, fra cui il radar AESA PICOSAR e il radar multimodo GABBIANO T20-UL. Il FALCO EVO è il solo UAV europeo della sua categoria ad essere stato esportato e impiegato da diversi clienti internazionali con i quali ha già accumulato decine di migliaia di ore di volo. Buona parte di queste ultime sono state effettuate nell’ambito della missione MONUSCO, dove la variante EVO ha sostituito il FALCO base a partire dal 2019. Dal 2018 l’EVO vola anche in Europa a supporto delle operazioni di sorveglianza marittima, a partire dalla missione europea FRONTEX.

Ad oggi sono circa 8.500 le ore di volo totalizzate da FALCO e FALCO EVO nello spazio aereo civile, anche non segregato: un dato ineguagliato dai concorrenti.
 


L’ultima evoluzione della famiglia è l’XPLORER, che per le sue caratteristiche si colloca nella categoria MALE, pur mantenendo dimensioni contenute: il peso massimo al decollo è di 1,3 t, l’apertura alare di 18,8 m, la capacità payload di oltre 350 kg e l’autonomia di oltre 24 ore a pieno carico, con quota operativa superiore ai 9.000 m. Il velivolo ricopre un’ampia gamma di compiti che vanno dalla sorveglianza al pattugliamento marittimo, passando per l’anti-pirateria e la protezione dei confini. Pur derivando concettualmente dal predecessore EVO, l’XPLORER costituisce una macchina completamente nuova dal punto di vista sistemistico e aerodinamico. Il sistema di missione è basato sull’esperienza ATOS e rappresenta un’evoluzione dello SKYISTAR installato anche su RPAS (Remotely Piloted Aircraft System) di classe superiore, mentre il sensore principale è il radar di sorveglianza GABBIANO T80-UL, anche se il velivolo rimane ampiamente customizzabile, potendo attingere all’ampia gamma di sensori e suite dedicate alla raccolta di informazioni prodotti da Leonardo, come la torretta elettro-ottica LEOSS, o anche al catalogo di produttori terzi.

Anche la Ground Control Station, che fa un largo riuso dei principali componenti e sottosistemi delle precedenti versioni, è stata completamente ridisegnata. Il primo volo risale al gennaio 2020 e la campagna di test è tutt’ora in corso. La capacità operativa iniziale dovrebbe essere dichiarata entro la fine del 2021, con la piena maturità nel 2022.

Le attività di qualifica sono state svolte fin dall’inizio con il supporto della DAAA e del Reparto Sperimentale di Volo dell'Aeronautica Militare Italiana che ha fornito, oltre ai Flight Test Engineer, anche il pilota collaudatore per il "Maiden Flight" del Falco Xplorer.

Le prospettive di mercato di Falco Xplorer sono promettenti sia sul mercato domestico europeo che su quello internazionale.

La famiglia FALCO si contraddistingue di certo per l’innovazione tecnologica ma a questa Leonardo ha affiancato un’innovazione altrettanto pervasiva che è quella del modello di business.

Per venire incontro alle mutevoli esigenze del mercato, infatti, si è deciso di offrire la capacità di sorveglianza del FALCO anche in modalità “Servizio chiavi in mano”. Con il velivolo e le operazioni gestite interamente da Leonardo, che fornisce al cliente unicamente il set informativo derivante dalla missione.

Ciò rende unico il posizionamento del FALCO nel mercato di riferimento estendendo le opportunità di business ad ambiti decisamente interessanti.
 

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