Una compliance efficace per risultati sostenibili

27 ottobre 2021

Si è tenuta a Roma la quinta edizione del Compliance Council, l’iniziativa di Leonardo dedicata alla riflessione al confronto, interno ed esterno al Gruppo, sui temi dell’Etica, della Trasparenza e dell’Integrità nella conduzione del business. Un’intensa giornata di testimonianze e approfondimenti a cui hanno partecipato l’Amministratore Delegato e il Presidente di Leonardo, Alessandro Profumo e Luciano Carta, i Presidenti della Fondazione Med-Or e Leonardo - Civiltà delle Macchine, Marco Minniti e Luciano Violante, il Presidente dell’ANAC Giuseppe Busia, i General Counsel di ENI ed ENEL, rispettivamente Stefano Speroni e Giulio Fazio.

Rafforzare il sistema di verifiche preventive e i presidi di controllo etico-reputazionale, nella consapevolezza che l’impegno verso una compliance efficace è precondizione per la creazione di valore a supporto del business. In quest’ottica, è centrale il valore della reputazione aziendale, elemento imprescindibile per la credibilità, sostenibilità e competitività di qualsiasi impresa nel lungo periodo. Questi i temi discussi nella sessione mattutina del Compliance Council 2021, aperta dal Group General Counsel di Leonardo, Andrea Parrella. È stata l’occasione per illustrare, tra le altre cose, l’aggiornamento della normativa interna che disciplina i processi di Compliance, compresa l’elaborazione della nuova Risk Grid di Business Compliance per un’analisi ancora più accurata dei fattori di rischio da valutare preliminarmente al conferimento degli incarichi di intermediazione commerciale ai nostri business partner.

Forte promotore delle iniziative di compliance, l’Amministratore Delegato Alessandro Profumo ha dichiarato che: “trasparenza e rispetto delle regole sono due principi alla base della sostenibilità di un’azienda. Chiarezza d’informazione, sicurezza di ciò che si propone e gestione secondo le norme mettono gli stakeholder nella condizione di poter ‘leggere’ l’azienda e contare sulla stessa: sui suoi processi, sulle scelte, sui comportamenti e più in generale sulla sua strategia”. La funzione Compliance riveste insomma un ruolo fondamentale, perché concorre quotidianamente a proteggere e rafforzare l’asset di maggior valore per un’azienda: il suo buon nome, la sua reputazione. Un valore che, come ha ricordato l’AD, “si costruisce negli anni con grande impegno e dedizione, ma che può crollare in un attimo a seguito di una condotta sbagliata”. Il successo di un’azienda dipende, dunque, da un sistema di regole certe e condivise che deve essere costantemente aggiornato.

Alessandro Profumo – Andrea Parrella

Andrea Parrella

Nella sessione pomeridiana, moderata dalla giornalista Monica Maggioni, il Compliance Council ha visto l’alternarsi di numerosi ospiti e relatori, che hanno dato vita ad un dibattito seguito da più di 700 persone collegate in streaming da 14 Paesi, oltre ai 215 partecipanti in presenza. Sistema Anticorruzione e Modello 231 sono stati al centro dell’intervento del Presidente di Leonardo, Luciano Carta, il quale ha ricordato che, nonostante il dibattito tra giuristi sulla necessità di un aggiornamento della norma a distanza di vent’anni dalla sua emanazione, resta valido il principio alla base della scelta legislativa: “una volontà di cooperazione pubblico-privato nella lotta alla criminalità economica. Stato e imprese non sono antagonisti ma coprotagonisti e alleati per una politica di contrasto più efficace su più livelli. Prevenire il reato - ha sottolineato il Presidente - è un beneficio innanzitutto per l’impresa.” Tra le eventuali modifiche del Modello 231, il Presidente Carta ha richiamato quelle che “secondo alcuni osservatori potrebbero essere estese all’impiego di nuove tecnologie, come ad esempio l’intelligenza artificiale, nell’implementazione delle strategie di compliance.” Riflessioni che sono state riprese dalle parole del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, per il quale l’aderenza alle norme “è una scelta che conviene, perché sono le regole di buona gestione che stimolano la competizione”.

Luciano Violante e Luciano Carta

E’ stata quindi proposta una sessione formativa sul nostro sistema integrato di compliance e anticorruzione, con un interessante intervento dell’avv. Riccardo Olivo, Senior Partner dello studio legale Vassalli Olivo e Associati, dedicato in particolare al nuovo reato di traffico di influenze illecite.

Nel panel con il Direttore Generale di Leonardo, Lucio Valerio Cioffi, il Presidente della Fondazione Med-Or, Marco Minniti, ha condiviso alcune riflessioni sul contesto in cui operano i grandi player globali come Leonardo: “Il mondo oggi è disintermediato ma anche più connesso. Due gli assi attorno ai quali ci si deve confrontare: quello rappresentato dal blocco America-Asia e l’altro composto da Europa-Africa”. In questo contesto, secondo Minniti, occorre costruire nel tempo solidi rapporti tra Paesi, puntando sul cosiddetto “Offset di Comunità”, alimentando relazioni che favoriscano lo scambio culturale reciproco e lo sviluppo delle comunità locali.

Marco Minniti

Luciano Violante, Presidente della Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine, si è soffermato sul ruolo del Leader, figura che deve essere in grado di coinvolgere tutte le persone suscitando senso di identità e orgoglio di appartenenza. La reputazione dell’Azienda passa inevitabilmente attraverso la reputazione individuale delle singole persone, ha sottolineato il Presidente Violante. “Serve informare il Paese - ha detto inoltre - su cosa sono, come operano e cosa rappresentano le grandi aziende Partecipate come Leonardo, anche in termini di innovazione e occupazione qualificata, e su come possono contribuire in modo decisivo alla formazione della classe dirigente del nostro Paese”.

Stefano Speroni, Direttore Affari Legali e Negoziati Commerciali di ENI, e Giulio Fazio, Direttore Affari Legali e Societari di ENEL, hanno condiviso la propria esperienza a partire da casi concreti, relativi ai rischi connessi alla selezione dei partner commerciali e alla centralità dei valori etici e del rispetto dei Diritti Umani nella gestione del business.

Nel corso degli anni la compliance è stata interiorizzata nella cultura aziendale, come coralmente testimoniato da tutto il Top Management di Leonardo intervenuto al dibattito nel corso della giornata, nei vari panel e anche attraverso contributi filmati: Alessandra Genco, CFO; Simonetta Iarlori, Chief People, Organization and Transformation Officer; Enrico Savio, Chief Strategy & Market Intelligence Officer; Marco Di Capua, Chief Audit Executive; Pasquale Di Bartolomeo, Chief Commercial Officer, Salvatore Lampone, Chief Risk Officer; Giovanni Soccodato, Chief Strategic Equity Officer; Andrea Salpietro, Chief Security Officer, e Renata Mele, Responsabile Sustainability.

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