A caccia di esopianeti: le sinergie tra ricerca e industria per l’esplorazione dello Spazio

16 aprile 2021


Le sfide affrontate nella ricerca richiedono, oggi più che mai, un costante confronto tra esperti di diverse discipline, attraverso un approccio basato sulla capacità di sfruttare nel modo più proficuo le reciproche competenze e capacità.

Diventano quindi fondamentali le sinergie tra diversi settori, sia scientifici sia tecnologici, per raggiungere risultati in tempi il più possibile brevi, con creatività e immaginazione.

Leonardo e l’Istituto Nazionale di Astrofisica hanno instaurato una solida collaborazione per la creazione di telescopi che gli scienziati usano nella ricerca di “esopianeti”, ovvero i pianeti che non orbitano attorno al Sole. Di recente scoperta, questi pianeti, non appartenendo al sistema solare, sono da noi particolarmente lontani e la loro osservazione è possibile unicamente attraverso telescopi montati su sonde, come quelle per le missioni dell’Agenzia Spaziale Europea CHEOPS, PLATO e, prossimamente, ARIEL. Scopo delle missioni è aumentare le conoscenze su come sono nati i pianeti, in particolare modo il nostro sistema solare, ma anche trovare risposte a domande di grande fascino per i non addetti ai lavori, come la possibile esistenza di altri mondi come il nostro e le probabilità che siano abitati.

In questa intervista la Direttrice dell’Osservatorio Astrofisico di Catania, dottoressa Isabella Pagano, Co Principal Investigator (Co-PI) della missione PLATO e Ricercatrice dell’INAF, e l’ing. Enrico Suetta, Responsabile Ricerca e Sviluppo Optronica e Spazio di Leonardo, ci raccontano il loro punto di vista sulla proficua collaborazione fra ricerca e industria.

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