OCEAN2020: Leonardo contribuisce alla crescita delle PMI fornendo nuove opportunità

09 dicembre 2020

Il ruolo delle piccole e medie imprese nel progetto OCEAN2020 (Open Cooperation for European mAritime awareNess) è stato il tema centrale del webinar organizzato da Leonardo il 18 novembre scorso, a cui hanno preso parte esponenti delle istituzioni europee e delle piccole imprese coinvolte nel progetto.

OCEAN2020 è il più importante progetto di ricerca militare sulla sicurezza marittima finanziato dalla Commissione Europea e gestito dall’EDA (European Defence Agency) con 35,5 milioni nell’ambito del PADR (Preparatory Action on Defence Research) che ha un budget di 90 milioni. Inizialmente previsto con una durata triennale (aprile 2018-marzo 2021), a causa della pandemia il progetto è stato prorogato di 7 mesi fino a ottobre 2021. Leonardo è coordinatore di questo team che comprende 43 aziende di 15 paesi, grandi e piccole aziende, istituti di ricerca, università e marine militari coinvolte in un unico progetto di difesa.

Il webinar, moderato da Alessandro Marrone, responsabile dei programmi difesa dell’Istituto Affari Internazionali, ha messo in luce il ruolo delle PMI all’interno di OCEAN2020, i benefici attesi nel medio e lungo termine e, anche, la cooperazione tra queste e le aziende più grandi in termini di innovazione tecnologica e consolidamento nel mercato europeo della difesa. Le piccole imprese coinvolte sono 11 di 9 paesi diversi e la quota del budget a loro destinata è il 10% del totale. Silvia Kainz-Huber, responsabile dell’unità sulla Difesa comune presso la Commissione Europea, ha rimarcato che l’Europa “sostiene e incentiva la partecipazione delle PMI ai progetti di difesa comune in tutte le fasi della filiera aiutando la nascita di cluster regionali e la cooperazione nazionale e internazionale” e che “il successo di questi nel medio e lungo termine può essere aiutato dalla collaborazione tra imprese di diverse dimensioni. In questo senso OCEAN2020 costituisce un ottimo esempio della proficua partecipazione delle PMI ai progetti di difesa comune”.

Un’idea sostenuta anche da Pieter Taal, responsabile dell'unità industriale e strategica presso la European Defence Agency che ha però messo in risalto anche le difficoltà e le sfide di natura tecnica, finanziaria e burocratica che le PMI devono a volte affrontare avendo a che fare con i governi “che sono allo stesso tempo policy makers e clienti dell’industria della difesa”. Secondo Taal, tuttavia “c’è bisogno del coinvolgimento di una grande varietà di aziende per investire proficuamente nei programmi di difesa e OCEAN2020 è uno dei programmi guida nell’ambito europeo della Ricerca & Sviluppo”.

Dato per acquisito il ruolo e l’importanza delle PMI in questo tipo di progetti, pur con tutte le loro peculiarità, durante il webinar si è cercato di capire se OCEAN2020 può costituire un modello esportabile a progetti più grandi. Secondo Antonino Arecchi, Leonardo Project Coordinator di OCEAN2020, “questo è assolutamente possibile visto che siamo stati in grado di mettere assieme 43 imprese di 15 paesi diversi”. Questa architettura, ha spiegato Arecchi, funziona “grazie alla governance che è stata creata. Abbiamo un Management committee formato dai rappresentanti di tutte le imprese che si incontrano ogni mese per discutere di tutti i vari aspetti del progetto. Poi c’è un comitato più ristretto formato da un rappresentante di ognuno dei 15 paesi più un rappresentante della Nato che si riunisce con scadenze più lunghe e che discute su tempi e modalità di esecuzione. I due organi riportano ad una Assemblea Generale che fa il punto sui risultati e pianifica strategie e previsioni con cadenza annuale”.

Ospite del webinar, il vice presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, ha messo l’accento sulla bontà del modello OCEAN2020 e sul ruolo delle PMI nei programmi di difesa: “OCEAN2020 - ha sottolineato - con 43 imprese di 15 paesi testimonia come la difesa integrata europea non è solo un obiettivo di lungo termine. Le PMI sono il 99% delle imprese europee e contano per oltre la metà del PIL continentale e dell’occupazione. Sono il cuore dell’innovazione tecnologica e svolgono un ruolo cruciale in molti settori incluso quello della difesa. Il mio impegno e quello del Parlamento europeo è aumentare il loro ruolo e coinvolgimento nei progetti di difesa europea, come già avviene con OCEAN2020, favorendo lo scambio tecnologico e l’innovazione a tutto vantaggio del buon esito dei progetti”.

Al webinar sono anche intervenuti i responsabili di 5 delle PMI che operano in Ocean2020. Tomas Zalaundaskas, Ceo Baltic Institute of Advanced Technology (Lituania) che opera nei settori dell’elettronica e dell’intelligenza artificiale applicati alla difesa, allo spazio e all’energia, ha spiegato che “nell’ambito di OCEAN2020 ci occupiamo dell’integrazione di sistemi e processi, fattore umano e project management. I benefici attesi sono un aumento dell’esperienza e delle conoscenze per lavorare su progetti di queste dimensioni e, contestualmente, una crescita del portafoglio e delle partnership nei settori di riferimento”.

E’ stata poi la volta di Baldur Kubo, project manager Cybernetica (Estonia), che ha illustrato i settori operativi dell’azienda come lo sviluppo di software per la sicurezza e la ricerca e sviluppo nel campo delle informazioni di sicurezza. Insieme con Leonardo e altre 4 aziende ha detto, “che, all’interno di OCEAN2020, progettiamo gli aspetti di Cybersecurity. Tra i maggiori vantaggi dalla nostra partecipazione ci sono il coinvolgimento ad altri progetti europei di cybersecurity, l’aumento del network con imprese del settore difesa, il rafforzamento delle capacità di cooperazione e negoziazione in scenari diversi”.

Kenny Barraud, software engineer di Prolexia (Francia), ha parlato delle attività dell’azienda che opera nella robotica, nel campo della simulazione, nella realtà virtuale e aumentata e nell’intelligenza artificiale. In OCEAN2020, ha dichiarato, “contribuiamo in particolare alla realizzazione del Radar sensor behaviour simulator e al Synthetic-aperture radar simulator. I vantaggi derivati dalla partecipazione al progetto sono la creazione di nuove partnership a livello europeo, l’aumento della competitività, la possibilità di partecipare a ulteriori programmi continentali e di riutilizzare il know how ottenuto”.

E’poi toccato a Benjamin Shpigler, technical director Infinite Vision (Germania): “Ci occupiamo di Communication design, 3D animation, realtà virtuale e aumentata. Il nostro compito in OCEAN2020 – ha detto - è di fornire i modelli 3D per la visualizzazione delle simulazioni. Siamo molto orgogliosi di far parte di questo progetto e contiamo di accrescere la nostra esperienza e competenza a livello internazionale, aumentare il nostro network di contatti, continuare a lavorare ad altri progetti europei”.

Ultima azienda partecipante al webinar è stata la greca ALTUS LSA, rappresentata dal principal Thanos Yamas: “Offriamo soluzioni tecnologiche nei sistemi di difesa e civili che operano con sistemi unmanned. In OCEAN2020 – ha sottolineato il manager - realizziamo progetti di System simulation & modelling e Human factor & training. I principali benefici ottenuti dalla partecipazione a OCEAN2020, sono stati l’aumento del know how per progetti di queste dimensioni, le sinergie e le collaborazioni con altri soggetti, il miglioramento delle prospettive di crescita”.

 

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