Una passerella lunare per esplorare lo Spazio profondo

20 agosto 2020

Cinquantuno anni sono trascorsi da quando, il 20 luglio 1969, il comandante della missione Apollo 11, Niel Armstrong, pronunciò la frase “l'Aquila è atterrata". Parole che echeggiarono al centro di controllo della base di Houston e da lì entrarono nelle case di tutto il mondo, alla radio come alla TV, tra grande entusiasmo e profonda incredulità degli spettatori, emozioni forse tutt’ora ineguagliate per un evento che ha rappresentato la massima espressione dell’impresa umana. 

Quelle immagini, ancora in bianco e nero, aprivano le porte alla fantascienza e quelle due ore e quindici minuti di passeggiata sul suolo lunare segnarono le memorie di chi ebbe la fortuna di seguire in diretta quella magica notte. Al primo sbarco sulla Luna, seguirono altre missioni fino ad arrivare all’Apollo 17, nel dicembre 1972, ultima volta in cui l’umanità ha lasciato le proprie tracce ed impronte sul suolo lunare. 

Ma durante tutti questi anni è rimasta vivida in ognuno di noi la voglia di continuare ad esplorare e lo Spazio rappresenta sicuramente la meta più ambita perché ignota. E così, la grande sfida del ritorno dell’umanità sulla Luna sta per diventare una realtà che si protrarrà nel tempo. 

Infatti, il ritorno sulla Luna non sarà una toccata e fuga ma, se tutto andrà come previsto, questa volta ci andremo per restarci sempre più a lungo, sperimentare e costruire dei veri rifugi, dove sarà possibile sostare per poi continuare il nostro viaggio verso mondi inesplorati. 

Nel 2024, per quattro astronauti, la Luna non rappresenterà più la destinazione finale ma il ponte di lancio verso Marte. L'agenzia spaziale americana, NASA, ha spiegato recentemente in quale modo gli astronauti si apprestano ad affrontare questo lungo viaggio verso il pianeta rosso. Gli "esploratori" faranno tappa sulla Luna su una base operativa, il Gateway, simile alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il programma Gateway sarà una cooperazione tra la NASA, l’agenzia giapponese (la Jaxa), quella canadese (la Csa) e l’Agenzia spaziale europea. Mentre la russa Roscosmos sta valutando l’opportunità di partecipare.

Più precisamente, il Gateway sarà una stazione cislunare a 380 mila chilometri dalla Terra, raggiungibile in cinque giorni di viaggio e orbiterà attorno alla Luna ad una distanza di circa 3mila chilometri e sarà la prima stazione umana costruita oltre l’orbita terrestre. Il Gateway sarà un appoggio fondamentale per gli esperimenti diretti sulla Luna, offrendo una postazione privilegiata per l’osservazione diretta e per pilotare mezzi a distanza sulla superficie. Segnerà il secondo gigantesco salto dell’Umanità e l’ingresso in una nuova era della nostra evoluzione, una tappa cruciale nel futuro della scienza, della tecnologia e dell’esplorazione dello Spazio profondo. Costituirà un elemento essenziale nel programma Artemis della NASAche riporterà, dal 2024, l’umanità sulla superficie lunare e, per la prima volta, una donna. Artemis quindi, prevederà tre parti: lancio, esplorazione e allunaggio. 

Per questa nuova avventura e grande ambizione di tornare sulla Luna in soli 4 anni, Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), avrà un ruolo chiave e contribuirà ad aprire le frontiere della conoscenza e a svolgere in sicurezza le future missioni umane nello Spazio profondo e su Marte. 

Nel 2018, l’ESA ha assegnato a Thales Alenia Space la responsabilità dello studio di due elementi della Lop-G (Lunar orbital platform – Gateway), ossia I-Hab ed Esprit, riconoscendole così le capacità già acquisite e riconosciute nella costruzione di più del 50% del volume abitativo della ISS, inclusa la cupola, l’ultimo elemento che, oltre a essere un concentrato di tecnologia, ha portato una grande piacevole novità nella vita degli astronauti a bordo della stazione: la possibilità di godere dallo spazio di una vista eccezionale ed unica del nostro pianeta, immagini che tutti noi conosciamo. 

Facendo leva su questa grande expertise accumulata in decadi di grande lavoro e dedizione, il team Thales Alenia Space di Torino continua a lavorare ininterrottamente sul lander, il modulo abitativo, capitalizzando sull’esperienza pregressa. I-Hab rappresenterà l’evoluzione degli elementi della ISS per una nuova generazione di moduli destinati all’esplorazione dello Spazio. 

Inoltre, Thales Alenia Space collaborerà con l’americana Dynetics per partecipare alla gara indetta dalla Nasa per il sistema di allunaggio. Il consorzio internazionale guidato da Dynetics è uno dei team scelti dall’agenzia spaziale statunitense NASA per competere nella fase iniziale di design e sviluppo del lander, sino alla Preliminary Design Review (PDR). Gli stringenti requisiti tecnici definiti dalla Nasa hanno dato fiducia a Thales Alenia Space, unica azienda europea nel core team del consorzio guidato da Dynetics, da sempre azienda pioniere dell’esplorazione spaziale grazie ad oltre quarant’anni di esperienza nel settore, per sostenere e accompagnare in sicurezza il ritorno dell’umanità sul terreno lunare per un lungo periodo. Lo Human Landing System, veicolo all’interno del programma Artemis, è progetto molto sfidante, in competizione con Space X e il National Team capitanato da Blue Origin.

Inoltre, nei laboratori di Thales Alenia Space gli ingegneri stanno valutando in che modo poter sfruttare gli elementi essenziali del sottosuolo lunare con le tecnologie più opportune. Tra queste non mancherà la stampa 3D, che potrebbe consentire letteralmente di “edificare nello Spazio” sfruttando come materia prima la regolite, ossia la polvere che ricopre il nostro satellite, con la quale fabbricare mattoni più solidi del cemento delle nostre abitazioni sul pianeta Terra e trovare altre soluzioni innovative che consentano, tramite la combustione di minerali, di produrre del carburante per continuare il viaggio su Marte. 

Leonardo ha iniziato il 2020 con un’entusiasmante sfida per le sue attività di robotica spaziale. Infatti, l’ESA, anche grazie al contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha affidato a Leonardo il compito di lavorare alla progettazione e realizzazione del modello di volo di PROSPECT (Package for Resource Observation, in-Situ analysis and Prospecting for Exploration Commercial exploitation and Transportation), la trivella e il mini-laboratorio per la missione ESA e Roscosmos “Luna-27”. Il compito della trivella sarà quello di andare a caccia di ghiaccio e di analizzare le sostanze chimiche della superficie e del sottosuolo lunare e valutare la possibilità di trovare tracce di acqua.

La Luna sarà una vera e propria area di servizio autogestita, dove gli astronauti potranno riposarsi e rifocillarsi prima di continuare il viaggio verso il cosmo profondo.

 

©Thales Alenia Space

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