In missione con l'ATR 72MP

In missione con l'ATR 72MP

Canale di Sicilia. La temperatura al livello del mare è decisamente alta. L’ATR 72MP, prodotto da Leonardo e in dotazione al 41° Stormo dell’Aeronautica Militare (che definisce l’aereo con la sigla P-72A), è decollato un paio di ore prima dalla base aerea di Sigonella. Uno dei quattro operatori ai sistemi di bordo (Mission System Operator - MSO) sta sorvegliando la superficie del mare con il radar a scansione elettronica attiva Seaspray 7300E anch’esso realizzato da Leonardo.

 

Un P-72A pattuglia la costa della Sicilia orientale

 

Una traccia sospetta merita un’investigazione più approfondita: grazie alla modalità ISAR (Inverse Synthetic Aperture Radar), l’operatore ottiene un chiaro profilo di quella che si rivela essere una grossa unità navale. L’attività operativa è coordinata attentamente dal Tactical Coordinator (TACCO) a bordo che, immediatamente, ordina ad un altro operatore di seguire ancora più da vicino l’unità mediante i sensori elettro-ottici della torretta stabilizzata: adesso è possibile leggere distintamente l’identificativo della nave e procedere con l’investigazione.
Se dovesse essere necessario, in caso di emergenza, il tecnico di bordo (On-Board Technician - OBT), è pronto a lanciare zattere di salvataggio autogonfiabili dalla porta posteriore apribile in volo.

 

A bordo del P-72A

L’operatore ai sistemi di bordo attraverso l’elevata capacità multiruolo fornita dalla Multifunction Operator Console (MOC)”, spiega uno degli MSO, “è in grado di operare su tre sensori principali, radar, elettro-ottico e ESM (per scoperta, analisi e identificazione sui 360° di emettitori elettro-magnetici), configurabili per qualsiasi ruolo di missione tattico/operativa, nonché di effettuare scambio dati e informazioni ad alta velocità con gli enti di comando e controllo tramite avanzati sistemi di comunicazione Data Link Tattici e satellitari”. Il sistema si caratterizza quindi per la capacità netcentrica e C4ISR resa possibile anche dai sistemi di comunicazione che lo rendono idoneo ad operazioni NATO.

 

Un Mission System Operator (MSO) al lavoro davanti la sua console multifunzione

 

Le MOC sono integrate nel sistema di missione ATOS (Airborne Tactical Observation System) di Leonardo, vero e proprio cuore operativo del velivolo. “Il P-72A ha un’enorme capacità di acquisire le informazionispiega il Tactical Coordinatore presentarle all’equipaggio attraverso un’interfaccia uomo-macchina che offre la possibilità di aver concentrati su un unico schermo tutti gli elementi necessari al mantenimento di una consapevolezza della situazione (situational awareness) della missione. Le performance dei sensori e del sistema di missione consentono di ridurre notevolmente i tempi di raggiungimento degli obiettivi da perseguire, permettendo così, ove possibile, di adeguare il tempo di permanenza nella zona d’operazioni, ottimizzando l’autonomia del velivolo”.

 

Il tecnico di bordo nella postazione di osservazione dedicata

 

Un esperto pilota sintetizza bene la filosofia del nuovo velivolo: “il P-72A è come uno smartphone, un po’ telefono, un po’ navigatore, un po’ computer...il tutto perfettamente integrato e connesso in rete”.

 

Pilotare l’ATR 72MP

L’iter di addestramento sul P-72A prevede due fasi distinte. In una prima fase il pilota del reparto, già qualificato Pilota Militare, viene inviato presso l’ATR Training Center di Tolosa dove riceve l’addestramento sull’ATR 72-600 civile, con parte teorica al simulatore di volo e pratica a bordo del velivolo reale. La seconda fase dell’addestramento si svolge, invece, presso l’86° Centro Addestramento Equipaggi (CAE) del 41° Stormo a Sigonella, che cura l’addestramento del personale che impiegherà il P-72A con attività teorica seguita dalla parte pratica direttamente sul velivolo.  
 

Il P-72A è dotato di uno dei più moderni “glass cockpit” disponibili sul mercato, derivato da quello della versione -600 dell’ATR commerciale e con differenze veramente minime, fatto che consente ad un pilota proveniente dall’ATR Training Center di Tolosa di iniziare subito l’addestramento operativo.

 

Il moderno “glass cockpit” dell’ATR 72MP

 

Il velivolo è la derivazione militare di un aereo civile. Questa caratteristica” spiega un pilota di P-72Asi concretizza in una ottimizzazione della gestione del volo, dei suoi sistemi di bordo, del continuo monitoraggio dei parametri di volo tali da garantire in ogni condizione degli elevati livelli di sicurezza. I due motori rispondono in modo reattivo soprattutto a quote basse”, commenta il pilota, ”consentendo un preciso settaggio dei regimi di potenza da impiegare alle quote e le velocità operative, permettendo una buona gestione dell’autonomia”.


L’ATR 72MP di Leonardo

Partendo da un normale ATR 72-600 passeggeri, prodotto dal Consorzio ATR presso gli stabilimenti Leonardo di Pomigliano d’Arco e Airbus a Tolosa in Francia, il P-72A è il frutto di una profonda trasformazione con tutta una serie di articolate modifiche, strutturali e impiantistiche previste dalla configurazione MP (Maritime Patrol).

Come illustra il Com.te Matteo Maurizio, Project Test Pilot Airlifter & UAS di Leonardo con oltre 5000 ore di volo al suo attivo e 18 anni di esperienza di prove di volo, “dopo aver superato positivamente tutti i test a terra, il primo velivolo è stato trasferito presso lo stabilimento Leonardo di Torino-Caselle Sud dove ne è stato completato l’allestimento finale ed è oggetto di tutte le prove di volo necessarie prima della consegna al cliente, con una lunga e complessa campagna di test che prevede più di 90 voli per un totale di oltre 150 ore di volo”. 

 

Un P-72A al rientro da una missione presso la base aerea di Sigonella


Con quasi 1.500 velivoli consegnati, più di 200 operatori commerciali e militari in più di 100 paesi, oltre 30 milioni di ore di volo accumulate, l’ATR garantisce affidabilità, disponibilità operativa e un supporto logistico su scala mondiale estremamente efficiente.

Molti operatori di ATR volano, inoltre, su base quotidiana da numerose isole e ambienti tipicamente marittimi e il velivolo incorpora già le adeguate strategie di protezione dalla corrosione, facendone dunque una piattaforma ideale per un aereo come il P-72A che deve operare per gran parte delle sue missioni a bassa quota sul mare.

 

Maestro nella sorveglianza

Il P-72A è un velivolo moderno con una tecnologia allo stato dell’arte in grado di esprimersi al meglio attraverso una suite di sensori perfettamente integrati nel sistema di missione ATOS” spiegano  dal 41° Stormo. “Spesso definiamo il P-72A come un velivolo “MP+. Concepito principalmente come pattugliatore marittimo, il velivolo esprime potenzialità che vanno oltre il pattugliamento, con un ampio ventaglio di missioni assegnabili. Notevole è la flessibilità operativa del velivolo, che può essere facilmente rischierato, quasi ovunque, in modo da incrementare la persistenza nell’area delle operazioni”. 


Il sistema è, inoltre, dotato di una Ground Support Station che consente agli equipaggi di preparare la missione e successivamente di inviare, durante il volo, le immagini e i dati tattici raccolti in near real time attraverso il canale satellitare. I dati, diffusi ai Centri Comando, possono quindi essere utilizzati non solo per la conduzione delle operazioni, ma per eventuali esigenze di ri-pianificazione in tempi coerenti all’evolversi dello scenario operativo.

 

Un P-72A del 41° Stormo in pattugliamento a bassa quota sul Mar Mediterraneo


Dopo un primissimo impiego operativo nel 2017 a supporto del dispositivo di sicurezza implementato per il vertice G7 di Taormina, i P-72A del 41° Stormo con i loro  equipaggi misti, composti da personale Aeronautica e Marina Militare, garantiscono la costante presenza di una piattaforma perfettamente rispondente alle sempre più pressanti esigenze di pattugliamento marittimo, sorveglianza e ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo. L’impegno più recente vede infatti la partecipazione al dispositivo aereonavale predisposto nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro (OMS). 

Leonardo 16/07/2018