Gestione del rischio

Il Modello Organizzativo di Leonardo prevede la presenza dell’Unità Organizzativa Risk Management centrale, alla diretta dipendenza dell’Amministratore Delegato e a supporto del Vertice nel presidio delle attività relative alla gestione dei rischi aziendali, in coerenza con gli standard e le best practice nazionali e internazionali, con l’obiettivo di rafforzare la Governance del Gruppo, nonché di assicurare la definizione, l’aggiornamento e la diffusione di metodologie, metriche e strumenti per la corretta identificazione, analisi, misurazione, gestione e monitoraggio dei rischi.


L’Unità Organizzativa Risk Management centrale opera su due principali ambiti: Rischi di Impresa e Rischi di Progetto, rispettivamente a presidio del processo di gestione dell’Enterprise Risk Management (ERM) e del Project Risk Management (PRM) di Gruppo.

 

Nel corso del 2016 sono state condotte attività volte ad aumentare ulteriormente l’integrazione della gestione dei rischi nei processi aziendali e a diffondere in modo pervasivo ed omogeneo la “cultura del rischio” tanto nelle funzioni di business quanto in quelle operative, di supporto tecnico e di staff. L’Unità, inoltre, opera in stretto raccordo con le altre strutture centrali, al fine di realizzare un efficace e coordinato presidio di tutte le aree di rischio.

 

 

Principali Rischi Operativi

RISCHI

AZIONI

I tagli ai budget pubblici potrebbero avere effetto sul finanziamento dello Stato alle attività di ricerca e sviluppo del Gruppo e, conseguentemente, sulla capacità del Gruppo di competere con successo nei mercati globali

Le tensioni sui budget pubblici potrebbero ulteriormente ridurre la contribuzione pubblica nelle attività in R&S. Il mancato adeguamento dei livelli di finanziamento a quello degli altri competitor europei potrebbe condizionare negativamente, in ragione della minor capacità di autofinanziamento derivante dal complesso contesto economico, la capacità del Gruppo di competere con successo, incrementando il rischio di un inadeguato time-to-market dei prodotti in corso di sviluppo.

Il Gruppo persegue una rigorosa politica di valutazione e selezione degli investimenti, attraverso cui concentrare le risorse disponibili nei programmi più efficienti e con più alto potenziale di ritorno finanziario.

Inoltre, il Gruppo è focalizzato sul costante rafforzamento delle sinergie tra le funzioni aziendali coinvolte nello sviluppo dei nuovi prodotti, con particolare riferimento a quelli connotati da elevati livelli di innovazione tecnologica.

Nel corso dell’attività corrente, il Gruppo Leonardo è esposto a rischi di responsabilità nei confronti dei clienti o di terzi connessi alla corretta esecuzione dei contratti, anche a causa di attività di competenza di subfornitori

Nell’ambito delle proprie attività il Gruppo potrebbe incorrere in responsabilità per (i) l’eventuale ritardata o mancata fornitura dei prodotti o dei servizi oggetto del contratto, (ii) l’eventuale non rispondenza di tali prodotti o servizi alle richieste del committente, a causa a esempio di eventuali difetti di progettazione e realizzazione degli stessi e (iii) inadempienze e/o ritardi nella commercializzazione, nella prestazione dei servizi post-vendita e nella manutenzione e revisione dei prodotti. Tali responsabilità potrebbero dipendere da cause direttamente imputabili a società del Gruppo o dal mantenimento delle competenze specialistiche delle risorse aziendali, o da cause imputabili a soggetti terzi esterni allo stesso, che agiscano in qualità di fornitori o sub-appaltatori del Gruppo.

Il Gruppo monitora l’andamento dei programmi su base continuativa attraverso le tecniche di Lifecycle Management. Nell’ambito di tali programmi il Gruppo è impegnato in un percorso finalizzato ad un miglioramento della propria efficienza industriale e della propria capacità di adempiere puntualmente alle specifiche dei clienti, anche mediante la gestione dello sviluppo e della successione delle competenze “core”.

Il Gruppo opera in maniera significativa su contratti a lungo termine a prezzo determinato

Al fine di rilevare i ricavi e i margini derivanti dai contratti a medio e lungo termine nel conto economico di ciascun periodo, il Gruppo utilizza il metodo della percentuale di completamento dei lavori, che richiede: (i) la stima dei costi necessari per l’esecuzione delle prestazioni, comprensiva dei rischi per ritardi e per le attività addizionali da porre in essere per mitigare i rischi di mancato adempimento e (ii) la verifica dello stato di avanzamento delle attività. Entrambi questi elementi risultano, per loro stessa natura, fortemente soggetti alle stime operate dal management e, conseguentemente, dipendenti dalla capacità di prevedere gli effetti di eventi futuri. Un incremento non previsto dei costi sostenuti nell’esecuzione dei contratti potrebbe determinare una significativa riduzione della redditività o una perdita, nel caso in cui tali costi eccedano i ricavi derivanti dal contratto stesso.

Leonardo si è posto l’obiettivo di disciplinare, all’interno del Gruppo, il processo di predisposizione e di autorizzazione delle principali offerte commerciali attraverso l’emissione di una specifica Direttiva. Difatti, Leonardo sin dalla fase di offerta commerciale controlla i principali parametri economici e finanziari, ivi incluso l’Economic Value Added (EVA) che costituisce uno degli aggregati di riferimento per la valutazione, delle principali offerte delle aziende direttamente controllate e strategiche. Inoltre, il Gruppo conduce una revisione dei costi stimati dei contratti, con cadenza regolare, almeno trimestrale. Al fine di identificare, monitorare e valutare rischi e incertezze legate alla esecuzione dei contratti, il Gruppo si è dotato di procedure di Lifecycle Management e Risk Management, finalizzate a ridurre la probabilità di accadimento o le conseguenze negative dei rischi identificati e a porre tempestivamente in essere le azioni di mitigazione individuate. Tali procedure prevedono che tutti i rischi significativi siano individuati sin dalla fase di offerta e monitorati nel corso della realizzazione del programma, anche attraverso la comparazione costante tra avanzamento fisico e avanzamento contabile del programma. Tali analisi coinvolgono il top management, i program manager e le funzioni di risk management, qualità, produzione e finanza. I risultati sono ponderati nella determinazione dei costi necessari al completamento del programma su base almeno trimestrale.

Il Gruppo opera in mercati particolarmente complessi, nei quali la definizione delle possibili controversie può risultare estremamente articolata e completarsi solo nel lungo periodo.

Il Gruppo è parte in procedimenti giudiziari, civili e amministrativi, per alcuni dei quali ha costituito nel proprio bilancio consolidato appositi fondi rischi e oneri destinati a coprire le potenziali passività che ne potrebbero derivare. Alcuni dei procedimenti in cui il Gruppo Leonardo è coinvolto - per i quali è previsto un esito negativo improbabile o non quantificabile - non sono compresi nel fondo.

Il Gruppo monitora regolarmente la situazione dei contenziosi in essere e potenziali, intraprendendo le azioni correttive necessarie e adeguando i propri fondi rischi iscritti su base trimestrale.

Il Gruppo opera attraverso numerosi impianti industriali e, pertanto, è esposto a rischi ambientali o derivanti da conseguenze legate al cambiamento climatico (climate change), oltre a rischi di salute e sicurezza per i lavoratori.

Nello svolgimento dell’attività produttiva, il Gruppo è esposto al rischio di una contaminazione accidentale dell’ambiente e potrebbe dover sostenere le spese di bonifica dei siti eventualmente inquinati. Il Gruppo è altresì esposto ai rischi in materia di salute e sicurezza per i lavoratori, anche con riferimento ai cantieri presso terzi in cui operano le maestranze aziendali.

Con riferimento ai rischi ambientali o legati ad eventi climatici non prevedibili, il Gruppo ha in essere un programma di monitoraggio e assessment ambientale, oltre a coperture assicurative al fine di mitigare le conseguenze dell’evento. I rischi di salute e sicurezza per i lavoratori sono gestiti mediante specifici piani di attività e formazione orientati alla politica della “zero-tolerance”, supportati da un puntuale sistema di deleghe e poteri, volto ad assicurare la prossimità dell’azione rispetto alle linee aziendali.

Il Gruppo opera in mercati particolarmente complessi, che richiedono la compliance a specifiche normative

Il Gruppo progetta, sviluppa e produce prodotti nel settore della difesa. Tali prodotti hanno una particolare rilevanza in termini di tutela degli interessi di sicurezza nazionale e, pertanto, la loro esportazione all’estero è soggetta all’ottenimento di specifiche autorizzazioni da parte delle competenti autorità. Il divieto, la limitazione o l’eventuale revoca (in caso a esempio di embargo o conflitti geopolitici) dell’autorizzazione per l’esportazione dei prodotti potrebbe determinare effetti negativi rilevanti sulla attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Inoltre, il mancato rispetto di tali normative potrebbe comportare la revoca dei permessi.

Il Gruppo monitora, attraverso strutture apposite, il costante aggiornamento con la normativa di riferimento, subordinando l’avvio delle azioni commerciali alla verifica del rispetto delle limitazioni ed all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni.

Principali Rischi Finanziari

RISCHI

AZIONI

L’indebitamento del Gruppo presenta livelli elevati e potrebbe condizionarne la strategia finanziaria e operativa

Il livello di indebitamento del Gruppo è stato condizionato in passato dall’acquisizione di DRS, nonché dalle negative performance del settore Trasporti. Tale livello di indebitamento, oltre ad impattare la redditività del Gruppo per effetto degli oneri finanziari connessi, potrebbe condizionare la strategia del Gruppo, limitandone la flessibilità operativa e strategica. Potenziali future crisi di liquidità, inoltre, potrebbero limitare la capacità del Gruppo di rimborsare i propri debiti.

Successivamente all’acquisizione di DRS Leonardo ha ridotto il proprio livello di indebitamento attraverso la positiva conclusione di un aumento di capitale e cessioni di asset, con particolare riferimento alle attività dei settori Trasporti ed Energia. Inoltre Leonardo continua la strategia di riduzione del proprio indebitamento, attraverso la costante attenzione alla produzione di cassa. Il Gruppo ha rinegoziato nel corso del 2015 le condizioni contrattuali della propria linea di credito revolving. La linea assicura una importante fonte di liquidità a medio termine e, per la sua dimensione e grazie alla caratteristica di rotatività, risponde alle esigenze di finanziamento del capitale circolante, caratterizzato da un andamento fortemente stagionale degli incassi. La dimensione di tale linea risulta adeguata e risponde ai fabbisogni finanziari del Gruppo.

Il merito di credito del Gruppo è legato anche al giudizio emesso dalle società di rating

Alle emissioni obbligazionarie del Gruppo è attribuito un credit rating finanziario a medio termine da parte delle agenzie di rating internazionali. I declassamenti subiti fra il 2011 ed il 2014 sono ascrivibili al deterioramento dell’andamento economico/finanziario del Gruppo, ai ritardi nell’esecuzione del piano di dismissione dei settori Trasporti ed Energia e, in parte, al declassamento subito dalla Repubblica Italiana. Una ulteriore riduzione del merito di credito assegnato al Gruppo, pur non avendo effetto sui finanziamenti in essere, limiterebbe fortemente la possibilità di accesso alle fonti di finanziamento, oltre ad incrementare gli oneri finanziari sostenuti sui prestiti in essere e su quelli futuri, con conseguenti effetti negativi sulle prospettive di business del Gruppo e sui suoi risultati economico-finanziari.

Il Gruppo è attivamente impegnato nel porre in essere le azioni individuate all’interno del pianoindustriale, in cui un obiettivo rilevante è rappresentato dalla riduzione dell’indebitamento. Inoltre, le politiche finanziarie e di selezione degli investimenti e dei contratti seguite dal Gruppo prevedono una costante attenzione al mantenimento di una struttura finanziaria equilibrata. Nell’individuazione degli indirizzi strategici viene fatto riferimento anche ai potenziali effetti sugli indicatori presi a riferimento dalle agenzie di rating.

Il Gruppo realizza parte dei propri ricavi in valute diverse da quelle nelle quali sostiene i propri costi esponendosi, pertanto, al rischio di fluttuazioni dei tassi di cambio. Parte dell’attivo consolidato è denominato in USD e GBP

Il Gruppo registra una quota significativa dei propri ricavi in dollari e sterline, a fronte di costi che possono essere denominati in valuta differente (principalmente euro). Pertanto, eventuali variazioni negative dei tassi di cambio di riferimento potrebbero produrre effetti negativi (rischio transattivo). Inoltre, il Gruppo ha effettuato significativi investimenti nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America. Poiché la valuta del bilancio consolidato di Gruppo è  appresentata dall’euro, variazioni negative dei rapporti di cambio tra l’euro e il dollaro e tra l’euro e la sterlina potrebbero produrre, anche in sede di conversione dei bilanci delle partecipate estere, effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo (rischio di traduzione).

Il Gruppo applica in via continuativa una politica di copertura sistematica del rischio transattivo su tutti i contratti in portafoglio utilizzando gli strumenti finanziari disponibili sul mercato. Le variazioni dei cambi USD e GBP, inoltre, determinano differenze di traduzione rilevate nel patrimonio netto di Gruppo, che sono state parzialmente mitigate attraverso le citate emissioni in GBP e USD. Inoltre nelle attività di finanziamento intercompany in valute diverse dall’euro le singole posizioni sono coperte a livello centrale.

Il Gruppo partecipa come sponsor a fondi pensione a benefici definiti sia nel Regno Unito che in USA, oltre che ad altri piani minori in Europa

Nei piani a benefici definiti il Gruppo è obbligato a garantire ai partecipanti un determinato livello di benefici futuri: nel Regno Unito e negli Stati Uniti i fondi pensione cui partecipa il Gruppo investono le proprie risorse in attività a servizio dei piani pensionistici (titoli azionari, obbligazionari, ecc.) che potrebbero non essere sufficienti a coprire i benefici promessi. Nel caso in cui le attività investite siano inferiori ai benefici promessi in termini di valore, il Gruppo provvede a iscrivere regolarmente tra le passività un importo pari al relativo deficit. Qualora il valore delle attività investite a servizio del piano si riducesse significativamente, ad esempio a causa della particolare volatilità dei mercati azionari e obbligazionari, il Gruppo dovrebbe compensare tale perdita di valore a beneficio dei partecipanti ai fondi, con conseguenti effetti negativi sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

I deficit dei piani e le strategie di investimento sono seguite costantemente dal Gruppo. Le azioni correttive sono tempestivamente poste in essere.

 

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