Anni 2002 - 2005 Il nuovo millennio e l'espansione internazionale

Il filo della storia

La strategia di espansione

Il 2002 segnò l’avvio di una politica di espansione, ottenuta attraverso accordi e acquisizioni, per potenziare la presenza di Finmeccanica nei settori in cui aveva focalizzato il proprio core business: Aerospazio, Difesa e Sicurezza, senza tuttavia perdere d’occhio il settore civile dell’Energia e dei Trasporti, con strategie mirate alla valorizzazione delle eccellenze. Una parte di rilievo hanno avuto in questi anni le collaborazioni avviate da Finmeccanica su grandi programmi internazionali, sia in campo aeronautico, sia in campo spaziale, con i più importanti gruppi internazionali del settore.  Queste scelte strategiche cambiarono la fisionomia del Gruppo che, mantenendo solide basi in Italia, diventava sempre più internazionale, sia come presenza industriale diretta, sia come partecipazione a grandi programmi di sviluppo nell’aerospazio.

Nuove collaborazioni internazionali

Nel 2001 Alenia Aeronautica avviò la collaborazione con Airbus per il progetto A380, il più grande aereo nella storia dell'aviazione commerciale, con una cooperazione industriale che faceva della partecipazione italiana la più importante ad opera di un'industria europea al di fuori di quella dei soci della multinazionale. Il contratto siglato assegnava ad Alenia Aeronautica il 4 per cento circa della produzione della "cellula" dell'aereo. Nel 2003 giungevano gli accordi  con Boeing per la partecipazione al programma 787 Dreamliner, il programma più avanzato nel campo dell'aviazione civile seguiti, nel 2005, dall’accordo con la russa Sukhoi Civil Aircraft per lo sviluppo del Sukhoi SuperJet 100, una nuova famiglia di aerei di linea regionali. Nel 2006 infine l’accordo siglato con la statunitense Lockheed Martin per la partecipazione al programma per il nuovo caccia interforze Joint Strike Fighter, il più importante programma di collaborazione industriale nella storia dell’aeronautica militare mondiale, al quale prendevano parte otto Paesi partner: Regno Unito, Italia, Olanda, Canada, Australia, Turchia, Danimarca e Norvegia. I primi anni del 2000 videro anche l’avvio di due importanti programmi spaziali nei quali Alenia Spazio ottenne un ruolo di primo piano: COSMO-SkyMed, costellazione satellitare equipaggiata con sensori radar per l’osservazione della Terra ad uso civile e militare e Galileo, sistema di posizionamento e navigazione satellitare ad usi civili e commerciali voluto dall’Europa come alternativa al GPS americano sottoposto al controllo militare. Senza dimenticare il contributo determinante, iniziato in quegli anni, alla realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale.

Nuove acquisizioni

Nel 2002 furono acquisite, dalla britannica Marconi Corporation plc (la nuova denominazione della GEC, dopo lo scorporo delle attività della difesa passate a BAE Systems), Marconi Mobile e OTE – Officine Toscane Elettromeccaniche, aziende leader nel settore delle comunicazioni per la difesa e dei sistemi radio, che vennero integrate per dar vita a Selenia Communications. Queste acquisizioni portavano in Finmeccanica anche una serie di partecipazioni che facevano capo a Marconi Mobile e relative ad aziende specializzate nei settori delle comunicazioni e ICT (Prodel, Larimart, Sirio Panel, Elmer) e nella sicurezza delle reti internet (Amtec). Contemporaneamente entrava a far parte del gruppo anche Telespazio, società all’avanguardia nei sistemi e servizi satellitari mentre chiudeva l’anno l’acquisizione integrale della Aeronautica Macchi, leader mondiale nel campo degli addestratori. Nel 2003 Finmeccanica acquisì il 30% di Fiat Avio, partecipazione che sarebbe scesa al 15% tre anni dopo nella nuova Avio SpA. Fiat Avio aveva iniziato la sua attività nel 1908, appena cinque anni dopo l’impresa dei fratelli Wright,  dedicandosi alla progettazione di motori aeronautici e successivamente allargando la propria attività al settore della propulsione spaziale. Nello stesso anno la Selenia Communications acquisì, sempre da Marconi Corporation plc, la MMA (Marconi Mobile Access), centro di eccellenza per gli sviluppi delle tecnologie per applicazioni radiomobili nel settore pubblico, privato e della difesa, con sedi a Genova e a Chieti. Nel 2004 Finmeccanica cedette alla Cassa Depositi e Prestiti circa il 10% del capitale detenuto nella ST Microelectronics per un controvalore pari a 1,44 miliardi di euro. L’operazione assicurò a Finmeccanica la liquidità necessaria per sostenere l’investimento che, nello stesso anno, stava mettendo a punto in AgustaWestland: acquisirne l’intero pacchetto azionario continuando sulla strada della crescita selettiva nei settori core. Nel maggio 2004 Finmeccanica acquistò da GKN il suo 50% della joint venture AgustaWestland, divenendo in tal modo unico proprietario di uno dei maggiori player mondiali nel settore degli elicotteri..

Accordo EuroSystems e Space Alliance

Nel 2005 maturarono i primi frutti della strategia di espansione impostata tre anni prima. Con lo US101 AgustaWestland si aggiudicò la commessa per la fornitura alla Casa Bianca dell’elicottero destinato al trasporto del Presidente degli Stati Uniti d’America, battendo la concorrenza della Sikorsky, il fornitore storico degli elicotteri presidenziali statunitensi. Contemporaneamente, l’accordo di partnership strategica siglato da AgustaWestland con il Ministero della Difesa britannico apriva a Finmeccanica le porte del mercato del Regno Unito che si avviava a diventare un secondo mercato domestico. Nello stesso anno, grazie all’accordo EuroSystems raggiunto con BAE Systems, Finmeccanica acquisì importanti asset britannici nel settore dell’avionica, delle comunicazioni militari e protette e del controllo del traffico aereo contribuendo così a riconfigurare l’intero settore dell’Elettronica per la Difesa europeo. Nasceva la famiglia delle SELEX, che recuperava nell’acronimo lo storico nome della Selenia, l’azienda che quarant’anni prima aveva avviato l’avventura di Finmeccanica nei radar e nell’elettronica per la difesa: SELEX Communications per le comunicazioni militari e protette, SELEX Sensors & Airborne Systems per l’avionica, elettro-ottica e radar aeroportati e SELEX Sistemi Integrati per i sistemi di comando e controllo e di gestione del traffico aereo. Finmeccanica conquistava così il secondo posto in Europa nel settore dell’Elettronica per la Difesa ed entrava a far parte della ristretta rosa dei grandi gruppi internazionali, gettando le basi per la successiva espansione sul ricco mercato americano. Il 2005 fu anche l’anno della Space Alliance, grazie alla quale Finmeccanica conquistò il primato europeo nel settore spaziale. Con Alcatel Lucent si costituirono due joint venture: Alcatel Alenia Space, (Alcatel 67% e Finmeccanica 33%), per le attività manifatturiere e Telespazio (Finmeccanica 67% e Alcatel  33%) per i servizi satellitari. Due anni dopo, nel 2007, Thales sarebbe subentrata ad Alcatel Lucent nelle due joint venture. Alcatel Alenia Space diventava Thales Alenia Space (Thales 67% e Finmeccanica 33%), mentre restavano invariate la denominazione di Telespazio e le rispettive quote di partecipazione (Finmeccanica 67% e Thales 33%).

 

Per saperne di più

 

 

Con l’acquisizione di Marconi Mobile un altro importante pezzo di storia industriale nazionale ritornava sotto il controllo di un gruppo italiano. Marconi Mobile raccoglieva infatti l’eredità della Officine Marconi, fondata a Genova nel 1906 da Guglielmo Marconi come ramo italiano della Marconi’s Wireless Telegraph & Co. di Londra. La società, come altre consorelle fondate nel mondo, si occupava dell'installazione dei trasmettitori per la radiodiffusione nazionale. Nel 1921 assumeva il nome di Società Italiana Marconi, ottenendo la concessione in esclusiva delle trasmissioni radio, per terra e per mare. Negli anni Cinquanta l’azienda fornì una parte consistente dei trasmettitori TV per le trasmissioni televisive nazionali, oltre a collaborare strettamente con le forze armate diventando, nel quadro dell’alleanza NATO, il principale partner per quanto riguardava i sistemi di telecomunicazione. Sempre nello stesso periodo aveva iniziato a sviluppare sistemi di telefonia multicanale. A partire dai primi anni Settanta la Marconi Italiana aveva iniziato una fase di espansione nel mercato interno ed estero. Nel frattempo la britannica GEC (General Electric) aveva acquisito la Marconi's Wireless (1969) e avviato un periodo di grande espansione nel settore delle comunicazioni. Nel 1987 acquisiva la Plessey, attiva nel settore dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Nel 1998, all’apice della fase di crescita, la Marconi Italiana era all’avanguardia nella produzione di apparati telefonici, con esportazioni verso Europa, Nord Africa e Medio Oriente e circa 2.500 dipendenti. In quello stesso anno la GEC avviò un’ampia riorganizzazione del business delle comunicazioni con lo scopo di cavalcare il rapido sviluppo della new economy: furono acquisite due aziende statunitensi produttrici di componenti (Reltec Corporation e FORE Systems) e in seguito tutto il business relativo al settore delle telecomunicazioni venne riorganizzato. Furono così create Marconi Communications (sistemi di comunicazione per reti fisse), Marconi Services (servizi di consulenza) e Marconi Mobile (telefonia mobile). Nel 1999 gli asset della difesa di GEC – confluiti in GEC Marconi – vengono acquisiti da BAE Systems  e GEC cambia nome in Marconi Corporation plc nella quale confluiscono tutte le attività legate alle comunicazioni e all’elettronica. In seguito il crollo dei valori delle dot.com e la temporanea battuta d'arresto della cosiddetta new economy inflissero un duro colpo alle prospettive della Marconi Corporation. Il crollo dei valori azionari implicò il drastico ridimensionamento delle unità italiane ed aprì la porta alla cessione di molte unità operative, comprese quelle genovesi e italiane. Quando nel 2002 Finmeccanica la rilevò dalla Marconi Corporation, Marconi Mobile era il secondo operatore europeo nelle comunicazioni militari, controllava a sua volta quattro società nel Regno Unito attive nel settore comunicazioni e sicurezza, oltre ad altre società in Germania, Turchia, Brasile e Romania. Nel Regno Unito, dove realizzava il 20% del fatturato, aveva mantenuto la sede principale a Chelmsford, nello storico edificio che aveva visto nascere, nel 1897 la Marconi's Wireless di Guglielmo Marconi e dove era entrato in funzione il primo impianto al mondo di telegrafo senza fili.

OTE era nata nel 1954 come spin off delle Officine Galileo, per iniziativa di alcuni tecnici radioamatori, e si dedicava alla produzione nel  campo dell’elettronica e delle radiocomunicazioni per la difesa. Parallelamente all’elettronica per la difesa, furono sviluppate anche le attività biomedicali. Nel corso degli anni Settanta finì sotto il controllo del gruppo Montedison. La crescita del ramo operante nell’elettronica biomedica, agli inizi degli anni Settanta, determinò la scissione della OTE in due ben distinte società: la OTE Biomedica, che in seguito  fu ceduta alla STET (sotto il raggruppamento Selenia-Elsag) per essere fusa con la controllata Esacontrol, attiva nell’elettromedicale. Nasceva così la Esaote Biomedica, passata in Finmeccanica alla fine degli anni Ottanta (a seguito dell’acquisizione del raggruppamento Selenia-Esag) e uscita dal Gruppo nel 1994. La OTE Telecomunicazioni invece rimase in Montedison, e dall’inizio degli anni Novanta OTE cominciò a diversificare i propri suoi prodotti, sviluppando ulteriori capacità progettuali in ambito civile, partendo dalla telefonia personale (quella comunemente chiamata “dei telefonini cellulari”, di cui OTE ha progettato varie tipologie), e realizzando la rete nazionale italiana GSM per Telecom Italia con 24 centrali di commutazione ed oltre 3.000 stazioni radio base, per poi passare alla realizzazione di apparati per le nuove reti telefoniche digitali. Nel 2002, dopo una lunga serie di passaggi di proprietà e cambiamenti societari, la OTE giunse sotto il controllo della Marconi Corporation plc. AL momento del passaggio in Finmeccanica, la OTE era la principale azienda italiana nel settore delle radiocomunicazioni mobili private (Polizia, Carabinieri, altri utenti istituzionali) e leader nello sviluppo dei nuovi sistemi di comunicazione radiomobile digitale per servizi di pubblica utilità , trasporti e pubblica sicurezza basati sullo standard TETRA (Terrestrial Trunked Radio, sistema multiaccesso a tecnologia digitale per trasmissione integrata per voce e dati) oltre a produrre sistemi per il controllo del traffico aereo. In Italia era presente con tre siti (Genova, Pisa, Firenze), e con altri due siti rispettivamente nel Regno Unito (Chelmsford) e in Russia (Mosca).

Anche la BAE Systems Avionics aveva incrociato i destini della Marconi's Wireless. Già nel 1909 l’azienda fondata dal fisico italiano aveva iniziato la collaborazione con la Elliott Brothers Ltd, per produrre apparecchiature avioniche destinate ai primi aerei. Dopo l’acquisizione della Marconi Company da parte di English Electric, la Elliott Brothers venne assorbita nel nuovo gruppo. Nel 1969, dopo l’acquisizione di English Electric da parte della GEC, tutto il settore avionico fu rinominato Marconi-Elliott Avionics Systems Limited e divenne parte della GEC-Marconi, la controllata dedicata al settore della difesa. Nel 1990 il settore avionico si arricchì delle attività della Ferranti Defence Systems. Nel 1999 confluì in BAE Systems, dopo l’acquisizione, da parte di quest’ultima, della Marconi Electronics System (nuova denominazione della GEC-Marconi), con il nuovo nome di BAE Systems Avionics.

Telespazio era stata costituita nel 1961 da Italcable e RAI per sperimentare le nascenti tecnologie di telecomunicazione via satellite, per le quali ottenne la concessione in esclusiva dal Ministero delle Poste. Con Telespazio l’Italia entrava così ufficialmente - con Stati Uniti, Russia, Francia e Gran Bretagna - nel ristretto gruppo dei “partecipanti attivi” alle nuove trasmissioni spaziali. Dai primi mesi del 1962, con l’installazione di una prima antenna nella piana del Fucino (in provincia dell’Aquila), gli ingegneri e tecnici di Telespazio, guidati da Piero Fanti, furono impegnati giorno e notte nella fase “pionieristica” delle attività: attraverso i satelliti Telstar e Relay-1 si realizzarono le prime ricezioni e, dal 1964, le prime trasmissioni di voci e immagini tra le due sponde dell’Atlantico. Telespazio ben presto acquisì un ruolo da protagonista nel mercato delle comunicazioni spaziali, ampliando e diversificando nel corso degli anni il campo delle sue attività. In pochi decenni Telespazio divenne una delle aziende leader del settore su scala mondiale realizzando infrastrutture di complessa gestione, ma dalle capacità straordinarie. La prima stazione sperimentale, realizzata nella conca del Fucino, è diventata la più grande stazione al mondo per telecomunicazioni e servizi spaziali

Aeronautica Macchi era una storica azienda, fondata nel 1913 da Giulio Macchi con il nome di Nieuport Macchi, una joint venture con capitali italiani e tecnologie della francese Société Anonyme des Etablissements Nieuport. In realtà il nome Macchi aveva una tradizione ben più antica: dal 1840 la famiglia Macchi era attiva a Varese nella produzione di tram e carrozze e agli inizi del ‘900 Giulio Macchi aveva individuato la nascente aviazione come il settore per diversificare l’azienda di famiglia. La Nieuport Macchi aveva segnato l’intera evoluzione dell’aviazione in Italia: dai caccia utilizzati dall’Esercito nella Grande Guerra, agli idrovolanti che contendevano alla marina austriaca il controllo dell’Adriatico, fino ai caccia utilizzati dalla regia Aeronautica su tutti i fronti della seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta l’azienda poneva le basi per il suo sviluppo futuro dedicandosi alla produzione di un addestratore jet per l’addestramento di piloti militari. L’MB326 si alzò in volo per la prima volta il 10 dicembre 1957 riscuotendo un immediato successo, soprattutto sui mercati esteri, anche attraverso programmi di produzione su licenza. Negli anni Settanta fu avviata la progettazione dell’MB339, ancora oggi in servizio nella Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori. Nel 1980 l’azienda prese il nome di Aermacchi diventando un gruppo con acquisizioni di altre piccole aziende e costruendo un nuovo stabilimento a Venegono Superiore (Varese). Nel 1997 acquisì dall’Agusta il ramo d’azienda addestratori di SIAI Marchetti e da Alenia la lavorazione delle gondole motore. Nasceva un polo specializzato nei velivoli da addestramento e ben presto gli addestratori Aermacchi conquistarono un prestigio internazionale, consacrando un leader mondiale del settore fino alla presentazione del nuovo M-346, l'unico velivolo da addestramento avanzato di nuova generazione attualmente in produzione in Europa.

SELEX Sistemi Integrati (100% Finmeccanica), riportava sotto il pieno controllo di Finmeccanica le attività italiane della ex joint venture AMS (che venne sciolta) nei sistemi di comando e controllo e di gestione del traffico aereo. Il perimetro della nuova società includeva anche le attività di Air Traffic Management (ATM) e Air Traffic Control (ATC) acquisite da BAE Systems in Inghilterra (ATMAS UK), in Germania (Gematronik) e Stati Uniti (ASI). La società, con sede a Roma, contava circa 3.000 addetti, con impianti produttivi in Italia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti. SELEX Sensors and Airborne Systems (75% Finmeccanica e 25% BAE Systems), raggruppava le attività di Galileo Avionica e di BAE Systems Avionics Ltd, società britannica di BAE Systems, dando vita ad un gruppo integrato leader nel campo dell’avionica, dell’elettro-ottica, dei radar aeroportati e della electronic warfare. La SELEX Sensors & Airborne Systems, con sede a Firenze, controllava Galileo Avionica in Italia e Selex Sensors & Airborne Systems Ltd. nel Regno Unito. Contava complessivamente circa 7.600 dipendenti, di cui 4.400 nel Regno Unito negli stabilimenti di Basildon, Luton e Edimburgo. SELEX Communications (100% Finmeccanica), integrava le attività della Selenia Communications con il segmento delle comunicazioni militari e protette acquisite da BAE Systems. La società, con sede a Pomezia (Roma) e centri produttivi in Italia, Regno Unito, Romania, Turchia e Germania, contava circa 5.100 dipendenti di cui circa 1.000 nel Regno Unito.

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