2009 - 2013 Crisi dei mercati e nuove prospettive

Il filo della storia

La crisi finanziaria del 2008

Alla fine del 2008 esplode a livello mondiale una crisi nel settore finanziario che si allarga progressivamente all’economia reale, innescando una fase di recessione che interessa, seppur in misura diversa, tutti i tradizionali mercati dell’aerospazio e difesa, evidenziando forti cali negli investimenti e nella produzione industriale. Finmeccanica – come tutte le grandi aziende - si trova a fronteggiare uno scenario internazionale complesso, caratterizzato da instabilità politiche e finanziarie e dal calo della domanda nei Paesi occidentali, dovuta alle restrizioni di budget che i Governi impongono per rientrare dai disavanzi e dai debiti pubblici. Emblematico è il caso, negli USA, dell’annullamento della commessa per gli elicotteri presidenziali, che Finmeccanica aveva vinto nel 2005. Ma anche Italia e Regno Unito devono fare i conti con riduzioni di bilancio che ridimensionano molti dei programmi di investimento nel settore della difesa. Si apre un nuovo scenario, in cui la competitività si fa più marcata e si sposta verso i Paesi emergenti del mondo che, al contrario, sperimentano una forte crescita della domanda interna e degli scambi commerciali. Molti di questi Paesi stanno infatti dedicando ingenti risorse a progetti di modernizzazione sia nel settore militare che in quello civile. Per il Gruppo Finmeccanica si apre una nuova fase che si focalizzerà su un duplice obiettivo: da un lato un’espansione selettiva verso i mercati internazionali ad alto potenziale che mostrano le migliori opportunità di crescita, puntando ad una crescita stabile e sostenibile basata su partnership e accordi strutturati e di lungo periodo. Dall’altro una maggiore concentrazione sulla competitività di prodotti e tecnologie, al fine di rafforzare l’offerta nei settori strategici di business e garantirsi in tal modo il mantenimento di posizioni di leadership nel mercato.

I mercati ad alto potenziale

Sul fronte dei mercati ad alto potenziale Finmeccanica definisce pertanto una strategia volta a promuovere l’offerta in alcuni Paesi target come India, Brasile, Russia, Turchia, Cina, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Paesi del Nord Africa. Il Gruppo Finmeccanica punta ad accreditarsi in questi Paesi non tanto come un semplice fornitore di prodotti e soluzioni, quanto come un partner industriale affidabile, attraverso accordi di cooperazione con attori locali, investimenti strutturali in specifiche aree di business e la creazione di partnership strategiche di lungo periodo con l’industria locale. Oggi il Gruppo Finmeccanica può contare su diverse collaborazioni consolidate in molti di questi Paesi. In Russia, con le joint venture SuperJet International (con Sukhoi), per la commercializzazione del SuperJet 100 e Helivert (con Oboronprom),  per l’assemblaggio dell’elicottero AW139, oltre a collaborazioni di lunga data nei settori dei servizi di automazione postale. In India, con la joint venture Indian Rotorcraft (con Tata Sons), per la linea di assemblaggio dell’elicottero AW119 e la successiva commercializzazione. In Turchia, con il programma congiunto ATAK (con TAI e Aselsan), relativo all’elicottero T129. Negli Emirati Arabi Uniti con la joint venture ADSI - Abu Dhabi Systems Integration (con Abu Dhabi Shipbuilding), per programmi navali relativi a corvette e pattugliatori. In Malesia con la joint venture Advanced Air Traffic Systems (con Tirai Variasi e Tahap Harmoni), per l'assistenza e la manutenzione ai radar per il controllo del traffico aereo.

La Polonia nuovo mercato

Sul fronte della competitività gli ultimi anni hanno visto Finmeccanica impegnata in una fase di razionalizzazione della presenza industriale con l’obiettivo di rendere la propria struttura di business più reattiva e flessibile di fronte alle sfide imposte dai nuovi e complessi scenari internazionali. Nel 2009 AgustaWestland acquisisce l’azienda polacca PZL-Swidnik, attiva nella produzione di elicotteri e di aerostrutture, che amplia il posizionamento geografico del settore elicotteristico in Europa e apre nuove prospettive per l’accesso a diversi mercati geografici. Alla fine dello stesso anno si verifica il disimpegno dal settore della microelettronica. Finmeccanica cede alla Cassa Depositi e Prestiti la quota residua nel capitale di STMicroelectronics, per un importo di circa 172 milioni di euro. Con questa transazione si completa il processo di trasferimento del ruolo di azionista di riferimento italiano in StMicroelectronics da Finmeccanica a Cassa Depositi e Prestiti che garantirà la governance paritaria e condivisa insieme all’azionista pubblico francese. A giugno 2011 Finmeccanica sigla un accordo con il fondo di investimenti statunitense First Reserve Corporation, specializzato nel settore dell’energia, per la cessione del 45% della quota in Ansaldo Energia. Attraverso la partnership con un operatore specializzato, l’operazione mira a garantire ad Ansaldo Energia nuove prospettive di crescita a livello internazionale. Nello stesso periodo giunge a conclusione l’operazione di fusione tra SELEX Communications e Elsag Datamat sotto la nuova denominazione SELEX Elsag, con l’obiettivo di creare un centro di competenza unico a livello di Gruppo nel settore dell’Information and Communication Technology e di razionalizzare i rapporti con i clienti finali.

Da società della difesa a società delle alte tecnologie

A fine 2011 la crisi continua a farsi sentire in tutti i mercati occidentali. Gli Stati Uniti, pur restando il mercato più importante, avviano una decisa riduzione delle spese militari, attraverso la cancellazione di programmi esistenti oltre al sostanziale blocco di nuove iniziative. I budget europei sono ancor più sotto pressione rispetto agli USA e le aziende del settore, per far fronte al nuovo scenario, sviluppano attività commerciali sempre più aggressive nei Paesi ad alto potenziale di crescita dell’Asia, del Sud America e del Medio Oriente. La spesa globale militare rimane sostanzialmente flat nel 2011, mentre le più importanti aziende mondiali del settore aerospazio e difesa riducono i ricavi nel comparto difesa dal 32,8% al 30,8%. Continuano a crescere invece le spese per la Difesa nei mercati emergenti: nel 2012 la spesa per la difesa in Asia supera per la prima volta quella europea che dal 2008 ha conosciuto un progressivo calo da 201 miliardi di euro a 194 miliardi di euro nel 2010 (fonte: European Defence Agency). In un contesto dunque ancora difficile per l’industria dell’aerospazio e difesa Finmeccanica vara le linee guida per il nuovo corso del Gruppo che punta a evolvere da società della Difesa a società delle alte tecnologie, in grado di porsi quale presidio dell’industria italiana ed europea sulla frontiera della tecnologia applicata: una nuova Finmeccanica fortemente radicata nel settore della Difesa e impegnata a mantenere e sviluppare le posizioni di leadership conquistate ma, allo stesso tempo, in grado di trovare nuovi spazi di crescita nel settore civile facendo perno sull’applicazione “duale” delle proprie tecnologie. Vale a dire tecnologie che, originariamente sviluppate dai sistemi per la Difesa, consentono di progettare e realizzare nuove soluzioni in tutti gli ambiti legati alle necessità delle moderne società, quali la sicurezza, la gestione delle infrastrutture sensibili, i nuovi concetti di smart cities, le attività di intelligence e di cybersecurity, la gestione del traffico aereo, marittimo, navale, la protezione delle persone, del territorio e delle infrastrutture, il monitoraggio climatico e ambientale, la gestione dell’energia e della mobilità.

Nuovi riassetti e prospettive future

La strategia che Finmeccanica mette a punto per il raggiungimento dell’obiettivo ruota su alcuni punti essenziali: razionalizzazione del portafoglio di attività, investimenti mirati sulle tecnologie prioritarie e focalizzazione su impieghi istituzionali e civili, riposizionamento sui mercati ad alto potenziale di crescita.  Ciò rende necessaria una riorganizzazione delle propria presenza nei settori di attività, sia per recuperare competitività sui mercati, sia per garantire un futuro a quelle attività che non fanno parte del core business e per le quali il Gruppo non è più in grado di sostenere lo sviluppo. Vengono pertanto avviate una serie di ristrutturazioni aziendali nei settori dell’Aeronautica e dell’Elettronica per la Difesa e Sicurezza e un processo di dismissione per i settori  dell’Energia e dei Trasporti. E’ infatti ormai chiaro che, nella situazione di crisi che il Gruppo si trova ad affrontare, queste attività possono essere valorizzate solo grazie ad accordi con partner industriali attivi nel settore che ne garantiscano l’adeguata massa critica per competere sui mercati. Il 2012 si apre con il battesimo della nuova Alenia Aermacchi, risultato della fusione tra Alenia Aeronautica (che aveva già assorbito in precedenza Alenia Aeronavali) e le sue controllate Alenia Aermacchi e Alenia SIA. Sotto un comune denominatore si riuniscono così tutte le attività industriali del settore con l’obiettivo di consolidare e rilanciare le linee produttive dell’azienda e metterla in condizioni di affrontare con successo le sfide della competitività internazionale. Il 2013 reca importanti novità nei settori dell’Elettronica per la Difesa e Sicurezza e dell’Energia. Diviene operativa la nuova Selex ES, che riunisce in un’unica entità le aziende europee dell’elettronica per la Difesa e Sicurezza del Gruppo. Nasce un leader globale nel campo delle tecnologie elettroniche e informatiche, con 17.900 dipendenti, ricavi superiori a 3,5 miliardi di euro, mercati domestici in Italia e Regno Unito e una forte presenza a livello internazionale.  A fine anno Finmeccanica delibera la cessione della propria partecipazione in Ansaldo Energia al Fondo Strategico Italiano. Un’operazione che, in linea con il piano strategico del Gruppo, da un lato contribuisce al consolidamento patrimoniale di Finmeccanica e dall’altro consente una maggiore focalizzazione sulle aree di business strategiche.

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