Anni 1998-2001 - Nuovi assetti in Europa e la privatizzazione


Il filo della storia

 

La stagione delle joint venture

Il risanamento finanziario – sancito dal ritorno all’utile già nel 1999 – consentì l’avvio di una politica di accordi a livello internazionale che permise a Finmeccanica di cogliere le migliori opportunità offerte dal riassetto dell’industria aerospaziale europea, ribaltando una posizione di partenza difficile e conquistando un ruolo di tutto rispetto nel contesto internazionale. Nel 1998 Finmeccanica e il gruppo britannico GKN avviarono le trattative per la creazione di AgustaWestland, la joint venture paritaria che avrebbe riunito, l’anno successivo, le attività nel settore elicotteri di Agusta e Westland Helicopters. La collaborazione di lunga data di Agusta con l’americana Bell costituì anche la premessa per una joint venture di programma BAAC – Bell Agusta Aerospace Company, finalizzata allo sviluppo di un nuovo modello di elicottero, l’AB139 e dell’innovativo convertiplano, il BA609. Nello stesso anno venne costituita la Alenia Marconi Systems (AMS), joint venture che raggruppava le attività di Finmeccanica e della britannica GEC-Marconi Electronics Systems (Divisione della GEC- General Electric Company) nei sistemi radar, di comando e controllo terrestri e navali, nei sistemi missilistici e nei sistemi di controllo del traffico aereo. Nel 1999 la GEC-Marconi Electronics Systems venne rilevata da British Aerospace, grande gruppo britannico attivo nell’aerospazio e difesa che, in seguito alla fusione, diventava BAE Systems e subentrava nella joint venture con Finmeccanica. GEC, dopo lo scorporo delle attività della Difesa, si concentrava su telecomunicazioni e information technology con il nuovo nome Marconi Plc Corporation. Nel 2001 una joint venture tra Finmeccanica, EADS e BAE Systems univa le attività nel settore dei missili (che facevano capo rispettivamente ad Alenia Marconi Systems – Divisione missili, Aérospatiale Matra Missiles e Matra BAe Dynamics) dando vita a MBDA, società partecipata per il 37,5% ciascuna da BAE Systems e EADS e per il 25% da Finmeccanica, con pari diritti di governance.

La societarizzazione delle attività

Parallelamente le attività, prima organizzate come Divisioni, furono riaggregate in società operative omogenee e coerenti con la strategia di sviluppo internazionale, lasciando a Finmeccanica le funzioni di indirizzo e controllo strategico e industriale. Molti storici marchi che avevano fatto la storia industriale italiana tornavano ad essere autonome società sotto il comune denominatore della holding. Nel 1998 dalla Divisione Elsag Bailey nasceva la nuova Elsag, che si concentrava sull’Information & Communication Technology. Nel 2000 dalle Divisioni Spazio ed Elicotteri nascevano rispettivamente Alenia Spazio e Agusta. Nel 2001 fu la volta di Galileo Avionica, nata dalla Divisione Sistemi Avionici e che portava con sé, tramite acquisizioni e incorporazioni successive, tutte le varie società operanti nel settore, entrate in periodi diversi in Finmeccanica e tutte confluite nella Divisione Sistemi Avionici (Meteor, SMA, FIAR, Agusta OMI, Alelco, Tecnospazio, Ce.Te.V.). Sempre nel 2001 OTO Melara nasceva dalla Divisione OTOBreda, mentre AnsaldoBreda nasceva dalla fusione del ramo d’azienda Veicoli di Ansaldo Trasporti e Breda Costruzioni Ferroviarie. Questa integrazione dette vita a un gruppo ferroviario integrato, con competenze elettriche, elettroniche e meccaniche, necessario per rispondere adeguatamente ai più grandi competitor europei e stabilmente ai primi posti sul mercato internazionale. Infine Ansaldo Trasporti Sistemi Ferroviari nasceva dal ramo d’azienda Sistemi di Ansaldo Trasporti. Contestualmente Finmeccanica acquisiva, dalla Breda Costruzioni Ferroviarie, la partecipazione diretta nella BredaMenarinibus. Nel 2002, dalla Divisione Aeronautica si costituiva Alenia Aeronautica che, a sua volta, assumeva il controllo di Officine Aeronavali Venezia, attiva nel settore della revisione e manutenzione aeronautica e già facente parte del Gruppo dal 1981. Infine le attività della divisione Sistemi Navali Internazionali di Finmeccanica confluivano in una joint venture realizzata con Fincantieri: nasceva Orizzonte Sistemi Navali, una società di ingegneria navale attiva nella progettazione e realizzazione di unità navali militari ad elevato contenuto tecnologico.

L’ingresso nella microelettronica e la privatizzazione

L'ingresso di Finmeccanica nella microelettronica è sancito nel 1999 tramite la fusione con MEI – Microelettronica Italiana, la società italiana partecipata dal Ministero del Tesoro e dall’IRI e che possedeva (pariteticamente con un partner pubblico francese) il 22% di ST Microelectronics, società leader mondiale nei semiconduttori. L’operazione faceva parte di un ulteriore progetto di ricapitalizzazione necessario a garantire le risorse per l’ambizioso programma di alleanze europee che il Gruppo Finmeccanica stava portando avanti. Per effetto della fusione con MEI, la quota pubblica in Finmeccanica saliva all’83% (l’IRI al 54% e il Ministero del Tesoro al 29%). Erano intanto maturate le condizioni per la privatizzazione di Finmeccanica. L’accordo Andreatta (l’allora Ministro degli Esteri italiano) - Van Miert (Commissario Ue alla concorrenza), che l’Italia aveva siglato nel 1993, impegnava il Governo italiano a tagliare l’indebitamento delle imprese pubbliche (tra le quali l’IRI) a livelli “fisiologici”, vale a dire “ritenuti accettabili per un investitore privato operante in condizioni di economia di mercato” e a ridurre sotto il 100 per cento la propria partecipazione, al fine di escludere la responsabilità illimitata dello Stato per ogni nuovo debito. Questo accordo segnò di fatto l’avvio di un vasto programma di privatizzazioni che l’IRI mise in atto allo scopo di rispettare gli impegni presi da parte italiana e che interessò la gran parte dei settori sotto il controllo pubblico (banche, settore alimentare e siderurgico, telecomunicazioni, autostrade, aeroporti, aerospaziale). Nel 2000 l’IRI collocò quindi sul mercato la quasi totalità della sua partecipazione in Finmeccanica, per un controvalore di oltre 5 miliardi di euro, riducendo così la presenza pubblica nel capitale Finmeccanica. La quota pubblica in Finmeccanica scendeva infatti a circa il 34%.

 

Per saperne di più

La Marconi Electronic Systems era una divisione di GEC (General Electric Company) e aveva una storia centenaria alle spalle, essendo l’erede diretta di The Wireless Telegraph & Signal Company, fondata a Londra nel 1897 dal grande scienziato italiano Guglielmo Marconi.  La società aprì la prima fabbrica a Chelmsford, nella contea dell'Essex e nel 1898 iniziò la ricerca e la produzione di vari dispositivi di trasmissione, poi utilizzati per la radio, la televisione, i radar, l'avionica. Nel 1900 la società cambiò nome in Marconi's Wireless Telegraph Company,  nel 1946 fu acquisita da English Electric e nel 1963 cambiò nome in Marconi Company. Iniziò un periodo di forte espansione nei settori delle comunicazioni, elettronica, radar, componenti. La società aprì molte sedi nel Regno Unito e acquisì diverse società all’estero. Nel 1968 la Marconi Company fu acquisita dalla GEC (General Electric Company), diventandone la divisione difesa,  specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di radar e sistemi di difesa, sistemi per la marina, armamenti, materiali elettro-ottici, comunicazioni e prodotti e tecnologie per l'aviazione. Nel 1987 fu rinominata GEC-Marconi e proseguì la fase di espansione, con importanti acquisizioni come le aziende britanniche Plessey (nel 1987) e Ferranti Defence Systems (nel 1990), attive nei sistemi radar, nell’avionica, nell’elettronica e comunicazioni per la difesa. Nel 1998 venne rinominata Marconi Electronic Systems dopo lo scorporo di attività non relative al settore difesa. Marconi Electronic Systems entrò in seguito nella joint venture AMS con Finmeccanica  e un anno dopo, nel 1999, venne acquisita da British Aerospace che, con il nuovo nome di BAE Systems, subentrò nella joint venture con Finmeccanica. GEC, dopo la vendita di Marconi Electronic Systems, mantenne il diritto di utilizzare il nome Marconi e divenne Marconi Plc Corporation, concentrando la propria attività su telecomunicazioni e information technology.

Anche la Westland Helicopters aveva una storia importante alle spalle: nata a Yeovil (Somerset, Regno Unito) nel 1915 come produttore di aeroplani militari con il nome di Westland Aircraft Works, iniziò la produzione di velivoli da guerra per il Royal Naval Air Service, diventando ben presto  una delle più importanti aziende del settore. Nel primo dopoguerra, pur in condizioni di mercato difficili, legò il suo nome al Westland Wapiti, il velivolo usato in tutto il mondo dalla Royal Air Force a al Westland Wallace, il primo velivolo al mondo a sorvolare il monte Everest. Nella seconda guerra mondiale, durante la battaglia d’Inghilterra, la Westland Aircraft  divenne il centro di manutenzione degli Spitfire e di produzione dei Seafire, la variante navale per la Royal Navy. Nel 1947 la Westland decise di specializzarsi nel settore degli elicotteri e divenne licenziataria della Sikorsky per la produzione del WS-51 Dragonfly. Nel 1948 l’azienda terminava la produzione di velivoli ad ala fissa, dopo oltre trent’anni e più di 6.000 velivoli prodotti. Nel 1960, in seguito ad un processo di ristrutturazione dell’intera industria britannica del settore, la Westland acquisì una serie di piccoli produttori, tra cui Bristol Helicopters, Fairey Aviation e Saunders-Roe e divenne Westland Helicopters, l’unica azienda elicotteristica britannica. Nel 1965 per la prima volta incrociava i destini di Agusta: le due aziende collaborarono per produrre 250 esemplari dell’elicottero Bell 47G Sioux, per l’esercito britannico, su licenza dell’azienda italiana. Nel 1980 Agusta e Westland tornarono a unire le forze per produrre l’EH101, un nuovo elicottero destinato a sostituire i Sea King della Royal Navy. Nel 1994 GKN divenne nuovo azionista unico della società fino al 2001, data della joint venture con Finmeccanica.

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