La tecnologia Finmeccanica verso Marte

La tecnologia Finmeccanica verso Marte

Il Pianeta Rosso affascina l’umanità fin dalla notte dei tempi. Da Aristotele a Galileo, solo per citare i nomi più illustri, non si contano gli studiosi, artisti e scienziati che lo hanno osservato. L’idea di potervi scoprire tracce di vita ha spinto l’uomo, appena ne ha avuto gli strumenti, a pianificarne l’esplorazione. Numerose sono state le missioni lanciate nello Spazio, sia da russi sia da americani, già dai primi anni Sessanta. Molti i fallimenti, molte anche le scoperte. I primi dati sconsolanti sul suo suolo desertico sono del 1965, mentre i primi dati certi e le foto arrivano tra gli anni ’70 e ‘80. Nuove speranze sulla presenza di vita si ridestano con la scoperta di ghiaccio nel 2008. Stati Uniti e Russia sono tornati più volte su Marte. L’Europa, dopo la missione Mars Express del 2003, tornerà presto sul Pianeta Rosso con ExoMars, la nuova avventura “marziana” a cui partecipa anche Finmeccanica, con le sue Aziende attive nel settore spaziale, Thales Alenia Space, Telespazio e Selex ES.

 

Promosso dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) in collaborazione con Roscosmos (l’agenzia spaziale russa), il programma ExoMars è stato concepito e realizzato con l’obiettivo principale di acquisire e dimostrare la capacità autonoma europea di eseguire un atterraggio controllato sulla superficie marziana, operare sul suolo del Pianeta in mobilità di superficie e accedere al sottosuolo, per prelevarne campioni e analizzarli. I principali obiettivi scientifici della missione sono la ricerca di tracce di vita passata e presente, la caratterizzazione geochimica del pianeta, la conoscenza dell’ambiente e dei suoi aspetti geofisici e l’identificazione dei possibili rischi per future missioni umane.

 

Il programma è suddiviso in due missioni. Nella prima, prevista per gennaio 2016, il modulo orbitante TGO (Trace Gas Orbiter) verrà lanciato con un vettore Proton dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakhistan. Il modulo raggiungerà l’orbita di Marte dopo circa nove mesi e vi resterà per indagare la presenza di metano e altri gas presenti nell’atmosfera, possibili indizi di una presenza di vita attiva. Poco prima di raggiungere l’atmosfera del pianeta, verrà rilasciato il modulo EDM (Entry and Descent demonstrator Module) contenente la stazione meteo (Dreams) ed altri strumenti, che inizierà la sua veloce discesa verso Marte.

 

Nella seconda missione l’obiettivo è di portare sul Pianeta Rosso un veicolo innovativo, in grado di muoversi sulla superficie marziana, dotato di strumenti per penetrarne ed analizzarne il suolo. Il veicolo spaziale, che lascerà la Terra nel maggio 2018, sarà costituito da un Carrier Module (modulo di trasporto) e da un Descent Module (modulo di discesa), sulla cui piattaforma di atterraggio (Landing Platform) sarà alloggiato il Rover. Dopo circa sette mesi, il modulo di discesa si separerà dal Carrier per avvicinarsi all’atmosfera del pianeta e far atterrare la piattaforma e il Rover. Mentre la Landing Platform continuerà a misurare i parametri ambientali del sito di atterraggio, il Rover inizierà l’esplorazione della superficie, la cui durata prevista è di 218 giorni marziani (circa 230 giorni terrestri). Durante l’esplorazione il Rover utilizzerà il TGO-2016 per le comunicazioni con la Terra.

 

L’ESA ha assegnato a Thales Alenia Space Italia la leadership principale di entrambe le missioni; oltre alla responsabilità complessiva di sistema di tutti gli elementi. Per ExoMars 2016, Thales Alenia Space sta realizzando - presso il proprio stabilimento di Torino - il modulo EDM, battezzato Schiaparelli in onore di Giovanni Virginio Schiaparelli, considerato una delle più grandi figure dell’ astronomia Italiana dell’800. Il modulo orbitante TGO è invece in fase di integrazione presso lo stabilimento Thales Alenia Space di Cannes.

 

L’ESA ha invece affidato a Telespazio, che partecipa al programma con la sua controllata Telespazio VEGA Deutschland, lo sviluppo dell’ExoMars Mission Control System (MCS). Il sistema sarà utilizzato per il monitoraggio e il controllo del Trace Gas Orbiter, permettendo al “mission operations team” di monitorare e controllare ogni variazione dei sistemi del segmento spaziale durante tutta la vita operativa del satellite. L’Azienda svilupperà, inoltre, il simulatore operativo della missione che supporterà il team nel testare l’infrastruttura terrestre della missione, incluso il Mission Control System, e nel validare le procedure operative e i database. Nel 2016, con l’avvicinarsi del lancio, il simulatore verrà infine utilizzato per l’intenso addestramento del “Flight Control team” presso l’ESOC (European Space Operations Center) di Darmstadt, in Germania.

 

Selex ES contribuisce ad ExoMars 2016 con la fornitura dei generatori fotovoltaici, due unità (PCU – Power Control Unit - e PCDU – Power Control and Distribution Unit) per la trasformazione e la distribuzione della potenza elettrica agli utilizzatori del satellite, dei sensori di assetto stellari (STR) per il Trace Gas Orbiter “TGO” e di due schede di distribuzione della potenza elettrica per l’unità CTPU (Central Terminal and Power Unit) montata sul modulo EDM.

 

Per quanto riguarda la missione 2018, Thales Alenia Space Italia si occuperà dello sviluppo del sistema di navigazione e guida del Carrier Module e del Descent Module, del progetto del sistema Rover, compresa la realizzazione del laboratorio analitico (ALD). Sarà invece realizzato da Selex ES il “drill”  montato sul Rover che perforerà il suolo marziano prelevando campioni fino a due metri di profondità. All’interno del drill verrà inserito lo spettrometro MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano.

Roma 04/11/2014