LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

È il più grande e ambizioso progetto spaziale concepito dall’uomo, quarant’anni dopo la conquista della Luna: la Stazione Spaziale Internazionale (ISS - International Space Station), un avamposto orbitale per la ricerca e l’acquisizione di nuove conoscenze, nuove capacità e nuove opportunità nello Spazio. La Stazione è il frutto di uno sforzo congiunto di Stati Uniti, Russia, Canada, Giappone e delle Agenzie Spaziali di 11 Paesi membri della Comunità Europea. La grande stazione spaziale americana, progettata e avviata a metà degli anni Ottanta del secolo scorso, divenne un progetto veramente internazionale nel 1988. L’assemblaggio in orbita iniziò nel 1998, con il lancio del blocco funzionale cargo russo Zarya (“alba”) che divenne uno dei capisaldi della ISS.



La Stazione orbita a un’altitudine media di 340 km dal nostro pianeta e viaggia a una velocità media di 27.700 chilometri orari, completando ben 15 orbite al giorno. Ad oggi la Stazione ha un peso di oltre 400 tonnellate e occupa un’area pari a quella di un campo da calcio e, con un volume abitabile superiore ai 1.200 metri  cubi, rappresenta la realizzazione spaziale più complessa progettata a oggi. Più di 50 voli con diversi vettori (Shuttle, Soyuz, etc.) sono stati necessari per assemblare le numerose parti (più di 100) che la compongono.



Grazie ai sofisticati strumenti messi a punto, e ad altri in fase di sviluppo, la Stazione Spaziale consente agli scienziati di operare in condizioni di microgravità, per condurre ricerche mediche, fisiche, biologiche, per mettere a punto nuovi materiali e collaudare tecnologie. Ma l’esperimento più importante cui sta contribuendo la ISS è la sua stessa esistenza: una testimonianza delle possibilità di sviluppo della vita umana in ambienti orbitanti. La costruzione di questo innovativo “avamposto tra le stelle” dimostra le straordinarie potenzialità del comparto spaziale quando istituzioni e industrie cooperano insieme ai massimi livelli.



Finmeccanica partecipa al programma attraverso la joint venture Thales Alenia Space e la Divisione Sistemi Avionici e Spaziali.



photo credits ESA
 

Cygnus - Il veicolo di rifornimento della ISS
 

I PCM (Pressurized Cargo Modules) sono i moduli pressurizzati realizzati da Thales Alenia Space, in particolare nello stabilimento di Torino, destinati al trasporto cargo, rifornimenti preziosi per l’equipaggio, ricambi ed esperimenti scientifici, alla Stazione Spaziale Internazionale.
Essi sono integrati al Cygnus, il veicolo spaziale da rifornimento, non pilotato e privo della capacità di rientro nell’atmosfera terrestre, il cui modulo di servizio (SM) è stato sviluppato da Orbital ATK e pensato in seguito al ritiro definitivo dal servizio dello Space Shuttle nel 2011.
Cygnus è un veicolo con una elettronica semplificata rispetto ad altri moduli che raggiungono la ISS: sia l’ATV che le Progress russa hanno sofisticati sistemi di attracco automatico non presenti in questa capsula. Le operazioni di ormeggio a bordo della Stazione vengono però effettuate dagli astronauti per mezzo del braccio robotico.
Per Cygnus è infatti sufficiente avvicinarsi alla ISS per essere agganciato e messo in posizione. L’intera missione viene supportata in tempo reale da un team congiunto Thales Alenia Space e Altec (Advanced Logistics Technology Engineering Company) che risiede nel Mission Support Centre di Altec a Torino.


 

Thales Alenia Space

Fondamentale è stato il contributo di Thales Alenia Space Italia e, in particolare, dello stabilimento torinese, che ha realizzato numerosi moduli della “casa orbitante”.



Tra i progetti-simbolo ci sono i tre MPLM (Multi-Purpose Logistic Module), i moduli di trasporto merci/persone. Altri fiori all’occhiello delle attività torinesi di Thales Alenia Space Italia per la Stazione Spaziale sono il Laboratorio europeo Columbus per le ricerche in microgravità; i moduli ATV (Automated Transfer Vehicle), sistemi logistici automatici con carichi massimi di rifornimenti e materiali per gli astronauti fino a 7.300 chilogrammi; i NODI 2 e 3, elementi che connettono tra loro i moduli pressurizzati della “casa orbitante”, e la CUPOLA, uno speciale osservatorio per consentire agli astronauti a bordo della Stazione di manovrare il braccio robotico remotizzato durante le operazioni di assemblaggio dei moduli.


Thales Alenia Space realizza inoltre i moduli cargo pressurizzati (PCM) per la navetta di rifornimento Cygnus, ed è prime contractor per i dimostratori di rientro IXV ed Expert per conto dell’ESA.

Divisione Sistemi Avionici e Spaziali

Alle attività per la Stazione Spaziale Internazionale, la Divisione Sistemi Avionici e Spaziali ha nel tempo contribuito con molteplici strumenti e attività a partire dalla VCA-COF (Video Camera Assembly for Columbus Orbital Facility), una video camera dotata di zoom per la sorveglianza e il supporto alle attività all'interno della Stazione Spaziale Internazionale.


La Divisione ha anche fornito lo strumento FASTER (Facility for Absorption and Surface Tension Research), che è stato in orbita da marzo a settembre 2014, progettato per studiare i legami e le proprietà fisico-chimiche al contatto fra diversi liquidi e volto ad acquisire risultati da destinare all'industria del comparto alimentare, farmaceutico e chimico.


FASTER sarà sostituito dallo strumento LIFT (LIquid Film Tension), un apparato più evoluto per analisi dello stesso ambito della fisica dei fluidi. La sperimentazione con FASTER è stata condotta da Telespazio nel suo ruolo di User Support ed Operation Centre per la ISS.



La divisione è stata coinvolta anche nelle attività di assemblaggio e collaudo della ISSpresso, la prima macchina per caffè espresso per astronauti progettata da Argotec e Lavazza: ISSpresso è in orbita da aprile 2015 ed ha consentito anche esperimenti sul comportamento dei fluidi e delle miscele in condizioni di microgravità.