SKY-Y

SKY-Y

Sky-Y, propulso da un motore diesel con elica spingente, è stato sviluppato specificatamente come dimostratore di tecnologie innovative per velivoli non pilotati di classe MALE destinati a svolgere missioni di sorveglianza e ricognizione. Gli obiettivi principali del dimostratore sono di sperimentare metodologie prototipiche, incluso l’utilizzo di strutture in fibra di carbonio a basso costo e la valutazione delle tecnologie di propulsione diesel di derivazione automobilistica (motore common-rail) per aeronautica. Questo nuovo motore è stato pensato per minimizzare i consumi, contenere i costi operativi ed evitare l’utilizzo del costoso e sempre meno diffuso carburante per uso aeronautico. Lo Sky-Y, che ha volato per la prima volta nel giugno 2007, detiene il primato continentale di otto ore consecutive di volo presso il poligono di Vidsel in Svezia per Velivoli senza pilota UAV, della classe di peso al di sotto dei 1.000 kg.

 

La piattaforma Sky-Y è stata anche scelta dal consorzio MIDCAS (Mid Air Collision Avoidance System) per la dimostrazione in volo delle capacità del sistema Sense & Avoid, fornendo un sostegno alla verifica teorica della definizione dei requisiti della traffic separation (adeguata separazione spaziale fra le traiettorie dei velivoli in rotta di collisione) e delle procedure anti-collisione in spazi aerei non segregati.

 

Per il test MIDCAS lo Sky-Y, decollando dalla base di Grazzanise ha completato con successo un importante ciclo di sperimentazione, dimostrando la funzionalità del sistema di identificazione di un altro velivolo in potenziale conflitto di traffico (in questo caso un C-27J che si è avvicinato allo Sky-Y in volo a diverse quote e da diverse direzioni) e la capacità di variare la rotta per evitare la collisione con una manovra automatica. Le prove hanno comportato un avvicinamento dei due velivoli fino a 150 m.

 

Altro obiettivo della sperimentazione è stato quello di determinare la migliore combinazione di sensori (utilizzando sistemi radio, elettro-ottici, infrarossi e radar) per alimentare il sistema intelligente a bordo del velivolo senza pilota. Quest’ultimo ambito ha visto la partecipazione diretta anche di altre Divisioni di Leonardo che ha coordinato lo sviluppo del sensore “Sense and Avoid” e fornito parte dei sensori cooperativi.

 

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