Nello Spazio a grandi STEPS

Nello Spazio a grandi STEPS

L’esplorazione e la conquista dello spazio da alcuni mesi a questa parte sono temi tornati alla grande ribalta della cronaca, dalla missione sulla stazione spaziale di Samatha Cristoforetti, all’arrivo di Rosetta con il suo lander sulla cometa 67P/Churymov-Gerasimenko, fino all’incontro ravvicinato con Plutone, l’ultimo pianeta del nostro Sistema Solare avvicinato dalla sonda New Horizons solo poche ore fa.

 

L’ obiettivo a lungo termine è però quello di far ritornare l’uomo sulla Luna entro il 2020 e farlo arrivare per la prima volta su Marte tra il 2030-2040. A questo stanno lavorando da tempo le principali agenzie spaziali internazionali, dalla NASA all’ESA, fino alle agenzie russe, cinesi e giapponesi. In questo contesto scientifico anche l’Italia dà il suo contributo all’avanzamento tecnologico necessario per compiere i grandi passi previsti. Anzi gli steps necessari. “STEPS” (Sistemi e tecnologie per l’esplorazione spaziale) è infatti il nome del progetto di ricerca e sviluppo nel settore dell’esplorazione spaziale intrapreso a partire dal 2008 dalla Regione Piemonte e Thales Alenia Space, insieme al Politecnico di Torino, l’Università del Piemonte Orientale, Altec e 25 PMI della filiera piemontese, i cui risultati conclusivi della seconda fase sono stati presentati in questi giorni a Torino nel corso di un incontro pubblico.

 

Il programma ha coinvolto centinaia di ricercatori, che hanno concentrato il proprio lavoro su progetti tecnologici specifici legati all’esplorazione dello spazio, ma che presentano possibili applicazioni civili terrestri ed evidenti ricadute economiche e occupazionali per il tessuto industriale piemontese.

 

Nel corso della prima fase del progetto sono stati ideati e prodotti una serie di dimostratori (prima virtuali e poi fisici) di tecnologie per lo sviluppo di un sistema di atterraggio morbido (Lander) e di mobilità di superficie (Rover), applicabili a missioni di esplorazione spaziale sia robotiche che con equipaggio. Inoltre, è stato realizzato un sistema di laboratori attrezzati per teleoperazioni, simulazione e realtà virtuale e sono stati creati allestimenti con condizioni e terreni tipici della superficie della Luna e di Marte.

 

 

Avviata nel 2013, la seconda fase di STEPS ha proseguito lo sviluppo di alcune tecnologie che saranno utilizzate nelle missioni spaziali europee e internazionali previste nei prossimi cinque anni. In particolare, tali tecnologie troveranno impiego nelle missioni di esplorazioni robotiche della Luna e di Marte, ma anche a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e nei nuovi sistemi di trasporto con e senza equipaggio per il rientro sulla Terra.

 

 

 

I contributi strategici di STEPS 2 comprendono una decina di prototipi e tecnologie, fra cui: il progetto e la realizzazione di una tecnologia gonfiabile per moduli spaziali abitabili, con la funzione di “airlock” per gli astronauti, la realizzazione di un prototipo del sistema di atterraggio di un veicolo spaziale,  il controllo termico dei serbatoi, indispensabile per il funzionamento del sistema di propulsione, lo sviluppo di un sistema di stoccaggio di energia e di materiali innovativi resistenti alle temperature elevatissime nella fase di rientro in atmosfera, lo sviluppo di algoritmi per l’esplorazione autonoma di Luna e Marte e la loro validazione in un ambiente rappresentativo (ROvers eXploration facilitY) del terreno marziano. Thales Alenia Space – joint venture tra Thales (67%) e Finmeccanica (33%), leader europeo nei sistemi satellitari e protagonista principale nelle infrastrutture orbitali- in qualità di capocommessa, ha svolto il ruolo di coordinamento dell’intero progetto e ha partecipato attivamente allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per navigazione e guida, visione e riconoscimento del terreno, sistema di discesa e assorbitori d’impatto, strutture innovative rigide e gonfiabili, controllo ambientale e protezione dalle polveri, realtà virtuale e interfacce uomo/macchina, e molte altre ancora.

Roma 14/07/2015