Il satellite europeo BepiColombo è pronto per i test ambientali

BEPICOLOMBO

Stanno terminando, presso le camere pulite di Thales Alenia Space a Torino, i test funzionali del satellite europeo per l'esplorazione di Mercurio, BepiColombo. Costruito da Airbus Defence and Space in qualità di prime contractor, il satellite sarà spedito a Noordwijk in Estec (Centro Europeo di Ricerca e Tecnologia Spaziale), dove avrà inizio la campagna di test ambientali di preparazione al lancio previsto nel 2016.

 

BepiColombo è un progetto frutto di una collaborazione tra l'Agenzia Spaziale europea ESA e quella giapponese JAXA. La missione si pone come obiettivo lo studio dettagliato del pianeta Mercurio e dell'ambiente che lo circonda, ed è una delle missioni più ambiziose tra quelle programmate dall'ESA. Il lancio è attualmente previsto a metà del 2016 da Kourou, nella Guyana francese.

 

Thales Alenia Space Italia è parte del Team principale e coordina un gruppo di oltre 35 aziende europee, nell’ambito del pacchetto di lavoro sotto la propria responsabilità. In particolare è responsabile del progetto e della realizzazione dei sistemi di telecomunicazione, controllo termico, distribuzione potenza elettrica, integrazione e prove del satellite completo, nonché dell'esecuzione  della campagna di lancio.

  

La peculiarità di BepiColombo è la necessità di operare a temperature eccezionalmente alte per una sonda spaziale: infatti la distanza Mercurio-Sole è poco meno  di 1/3 della distanza Terra-Sole e si stima che la radiazione solare in orbita intorno a Mercurio sia 10 volte più intensa che per un satellite geostazionario. Per arrivare in orbita intorno a Mercurio, la sonda – nella parte esposta al Sole - sopporterà temperature superiori a 300°, con escursioni locali (limitate nello spazio e nel tempo) sul riflettore dell’antenna fino a 400 gradi e oltre, mentre, all’interno, grazie a innovativi sistemi di schermatura termica, gli strumenti installati potranno operare in un intervallo di temperatura molto più favorevole, da 0° a 40°. E’ stato necessario sviluppare materiali e dispositivi ad hoc per tutti gli elementi esposti direttamente al sole, quali le coperte termiche, le antenne, le celle solari e i relativi meccanismi di puntamento.

Torino 09/07/2014